Un ulivo contro la mafia

Ligabue e Don Ciotti, un ulivo contro la mafia Il cantautore e il presidente di Libera hanno interrato la prima delle 2000 piante che sorgeranno in contrada De Sisa, terreno confiscato al boss Salvatore Genovese, tra i comuni di Monreale e Partinico.
L'artista emiliano: "La speranza va sempre alimentata" //   PALERMO - Sulle terre confiscate ai boss, devastate da incendi sospetti e teatro di frequenti danneggiamenti, è tornato il simbolo della pace: l'ulivo.
A piantarlo sono stati il cantautore Luciano Ligabue e il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, che questa mattina hanno interrato la prima delle 2000 piante che sorgeranno in contrada De Sisa, terreno confiscato al boss Salvatore Genovese, tra i comuni di Monreale e Partinico.
Grazie alla campagna per la legalità, lanciata dal comune d'origine del cantante, Correggio, e altri paesi in provincia di Reggio Emilia (Campagnola Emilia, Fabbrico, Rio Saliceto, Rolo e S.
Martino in Rio) si potranno comprare le piante che sostituiranno quelle devastate dall'incendio scoppiato lo scorso 14 giugno.
Il rogo nel terreno, confiscato alla mafia e assegnato alla cooperativa Pio La Torre-Libera Terra, ha distrutto 50 piante di ulivo.
"La causa dell'incendio è incerta - ha detto Enzo Di Girolamo, sindaco di Altofonte e presidente del consorzio Sviluppo e legalità - di sicuro si è propagato sull'unica porzione di terreno collinare che ospitava ulivi della cooperativa, il resto del fondo ancora incolto non è stato investito dalle fiamme".
Nei programmi della cooperativa era prevista la realizzazione di un uliveto su tutti i sette ettari di terreno a contrada De Sisa.
È per questo che il coordinamento Libera di Reggio Emilia ha promosso la campagna di sottoscrizione "Una collina di ulivi per una terra Libera dalla mafia" per raccogliere i fondi necessari all'acquisto di duemila alberelli.
"Il progetto, del costo di 14 mila euro - ha spiegato don Ciotti - punta a rilanciare l'attività della cooperativa, per liberare appieno queste terre dall'oppressione mafiosa.
Questa prima pianta la voglio dedicare a Pio La Torre, promotore della legge sulla confisca dei beni ai mafiosi che ci ha permesso di essere qui oggi.
Quest'ulivo è il segno che la legalità e la pace sono possibili".
A fare da testimonial alla campagna di raccolta fondi è arrivato Ligabue, il cittadino più famoso di Correggio.
"Questa è una terra forte - ha detto - La gente che ha vissuto qui possiede questa caratteristica, nel bene o nel male.
Spesso ci dimentichiamo del coraggio di cui è capace la Sicilia.
Nelle [...]

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