Un vero presidente favorisce tutti.

Il retroscena/ Il Cavaliere, pressato da Fini e Casini, era prontoall'accordo.
Poi il niet leghista: "Se lo fate, addio"Berlusconi stoppato da Bossi"Non rischio la vita della Cdl"di CLAUDIO TITOROMA - "E' evidente che se votate Napolitano, la Casa delle libertà non c'è più.
Noi usciamo dalla coalizione.
Eppoi caro Silvio, sappilo, con Napolitano tu sei finito, solo tu".
Umberto Bossi è collegato telefonicamente al vertice serale del centrodestra.
Il pressing di Casini e Fini per accendere il disco verde allo storico esponente dei Ds aveva aperto una breccia in Silvio Berlusconi.
Persino il Tg5 delle 20 aveva annunciato il sì dopo una telefonata tra il direttore Rossella e il premier.
Poi è arrivato l'altolà del Carroccio.
E il Cavaliere ha frenato.
Ha preso tempo, almeno per la prima votazione di questa mattina.
"Perché - ha ripetuto per tutto il giorno - l'unità della coalizione è il bene primario".
Se il lavorio ai fianchi di An e Udc aveva fatto abbassare le difese del premier, quello della Lega gliel'ha fatto rialzare improvvisamente.
"Ti rendi conto che se accetti Napolitano - urlavano Calderoli e Maroni - di fatto accetti la sconfitta? Ti rendi conto che sarà impossibile anche fare l'opposizione al governo.
Prodi volerà, noi scompariamo e tu ne uscirai a pezzi".
Tanti ultimatum che hanno rimesso tutto in discussione.

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