Una Casa Bio con la Canapa

Molto usata nell’antichità, solo in tempi recenti la canapa industriale (nome botanico: cannabis sativa) è stata riscoperta per realizzare cordami, tessuti e nel campo dell’edilizia.
La canapa è particolarmente ecologica perchè la sua coltivazione non richiede l’impiego di pesticidi o fertilizzanti, consuma tre volte meno acqua rispetto al cotone e se ne utilizzano tutte le sue parti.
Inoltre, la trasformazione della pianta in fibra tessile può essere realizzata senza l’intervento di solventi.
L’uso della canapa nella creazione di biancheria e articoli di abbigliamento costituisce un’alternativa naturale e di qualità al cotone e ai tessuti sintetici.
E’ considerata la fibra più forte, oltre che morbida e assorbente ed ha la capacità di tenere caldo quando fa freddo e conservare il fresco quando fa caldo.
E proprio grazie alle sue proprietà assorbenti la canapa permette l’uso di tinture vegetali per la sua colorazione.
Nel campo dei tappeti, quelli in canapa non sono morbidi al tatto, ma sono molto resistenti; normalmente sono tessuti a mano e trattati con olio vegetale e balsamo di cera d‘api, al contrario della maggior parte di tutti gli altri tipi di tappeti in commercio, che sono realizzati con tessuti chimici derivati dal petrolio.
Nel settore edilizio la pianta della canapa è utilizzata nella realizzazione di pannelli dalle proprietà isolanti e termoresistenti, mentre il cordame che se ne ricava è utilizzato per le guarnizioni delle tubature idrauliche.
Una delle ultime scoperte dell’architettura sostenibile è il biomattone in canapa: si tratta di un biocomposto costituito da calce e legno di canapa, che assorbe l’anidride carbonica (CO2) presente nell’ambiente e permette quindi la costruzione di edifici ad emissioni zero e ad alta efficienza energetica, perché rende gli ambienti più salubri e permeabili al vapore.
Il biomattone è biodegradabile, riciclabile, è resistente al fuoco e al gelo, agli insetti e ai roditori.
Photo Credits: Assocanapa

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