Una democrazia giovane

  Una democrazia giovane   Una democrazia giovane, ma già corrotta quella Estone.
L'Estonia, la repubblica baltica situata più a nord delle altre due repubbliche baltiche sta vivendo una fase molto difficile a causa degli scandali che si susseguono a ritmo interrotto.
Sembra che abbia imparato da noi, dalla nostra classe dirigente.
A Tallinn, la capitale, gli scandali si susseguono senza tregua.
I politici preferiscono tacere per paura di essere indagati.
Le istituzioni non riescono a imporre il rispetto della legalità e la popolazione è troppo delusa per reagire.
Lo scudo di protezione del personale politico Estone pare così massiccio che non c'è troppo da stupirsi se la gente è delusa e non reagisce.
Alcuni politici inquisiti ostentano una sicurezza così arrogante da porre in dubbio se in quel Paese, ex sovietico, la democrazia sia davvero stata una conquista.
E' utile ricordare che l'Estonia era una delle quindici repubbliche socialiste dell'ex Unione Sovietica e che, pertanto, godeva dei vantaggi e degli svantaggi di una repubblica sovietica.
Con la dissoluzione dell'Urss l'Estonia ha conquistato la libertà, ed ora si trova a fare i conti con la corruzione e l'insipienza di questo nuovo regime.
D'accordo, d'accordo: il vecchio regime sovietico forse era soffocante, forse la liberà latitava (sul concetto di libertà ci sarebbe molto da dire, ma questo è un altro discorso), ma ora con la riconquistata libertà gli Estoni sono sicuri di aver fatto un affare? Le vicende della corruzione hanno ammutolito la nuova classe dirigente che non sa cosa rispondere al dramma dello scandalo del finanziamento ai partiti.
Come anche in Italia questo argomento è tabù e si preferisce calare su di esso una pesante cortina di silenzio.
Lo scandalo Silvergate (di cui alcuni organi di stampa internazionale fornisce qualche dato) disegna il personale politico come un branco di cospiratori impegnati a nascondere pubblicamente la grave situazione.
Non occorre una straordinaria capacità di analisi per capire i pericoli che una tale situazione comporta per la democrazia.
Le istituzioni, la società civile ed i media che avrebbero potuto rompere la legge del silenzio omertoso, hanno deciso di tenere la bocca chiusa.
Si ha un'immagine chiara della società estone: da un lato i partiti-cartello, dall'altro le istituzioni incapaci di costringere i politici ad affrontare le loro responsabilità.
Le conseguenze per il Paese sono tristi perché è stato costruito un sistema di potere privo dei meccanismi di contropotere, tipici in una [...]

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