Una gita fuori porta

Dal deserto e i 45 gradi di Las Vegas alle lussureggianti colline e i 20 gradi di Los Angeles e dintorni.
Bastano 4 ore d'auto(se non si sbaglia strada) per questo passaggio.
E' ciò che abbiamo fatto io, Fede e Miky, curiosi di veder cos'altro c'è da queste parti.
Designato Fede driver ad honorem (in quanto unico del gruppetto ad aver seco la patente) abbiamo noleggiato un'auto e baldanzosi ci siamo avviati lungo l'interstatale 15.
Le luci di Las Vegas lasciano presto il posto ai cactus del deserto e poco più.
La strada a sei corsie si restringe a quattro e l'interminabile rettilineo mette a dura prova la resistenza di chi guida.
E' necessaria pertanto una pausa e approfittiamo per mettere qualche gallone di benzina in una stazione di servizio dimenticata da Dio e dagli altri automobilisti; il tempo di trovare come funziona la pompa automatica, far una foto del luogo e ci riavviamo destinazione Los Angeles.
Il traffico diventa ben presto caotico e le uscite autostradali (pessima segnalazione rispetto alla nostra) si moltiplicano, ma dopo Pasadena, Los Angeles pare sia ormai a un tiro di schioppo.
In distanza però, quello che ci sembra l'oceano invece è soltanto densa foschia e il rischio di sbagliare uscita è grande.
Nell'ordine ci siamo persi: in un sobborgo malfamato dove si vedevano solo messicani o presunti tali con visi poco raccomandabili, subito dopo però siamo sbucati in un quartiere dove c'erano solo villette e macchine di una certa levatura e abbiamo chiesto ad un'indigena dai tratti negroidi che per l'occasione guidava un autobus dove fosse Santa Monica.
La città intendo, non la reliquia.
Per risposta ha detto ”wrong way !” e ha tirato su il finestrino, lasciandoci leggermente male.
Li mortacci sua...
Con l'aiuto telefonico dei “coniugi” Stenta, anche loro da queste parti, però ci siamo reimmessi sulla strada giusta e in poche decine di minuti siamo “sbarcati” sulla bellissima spiaggia di Santa Monica, identica in tutto e per tutto a “Baywatch” ! Bagno immediato nell'oceano e un paio d'ore di sole: qua il vento tira sempre e la temperatura dell'aria ne risente: così alle sei e mezzasiamo andati alla ricerca di un hotel dove passare la notte.
Trovato piuttosto facile e vicino al centro, alla sera ci siamo ritrovati con gli Stenta e abbiamo cenato (squisito l'Arizona Burger che mi son pappato).
La mattina dopo come sempre di buonora, ho lasciato i miei compagni di viaggio a riposare e ho fatto una bella camminata lungo i viali alberati della città e a fianco della spiaggia: molti gli [...]

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