Una guardia giurata bloccata e minacciata con una pistola

  ROMA martedì 29 maggio 2007 Una guardia giurata bloccata e minacciata con una pistola di SILVIA MANCINELLI LA GUARDIA giurata ha le spalle rivolte verso la strada, impegnata a guardare la fila di clienti che già si accalca agli sportelli per le solite operazioni.
Sono da poco passate le 15, ma alla filiale della Banca Intesa di via Anagnina 314 già si lavora a pieno ritmo.
Simone Monteferri, 23 anni, controlla che tutto sia in ordine dentro e fuori l’agenzia quando in un attimo si accorge che un ragazzo gli si avvicina al fianco sinistro.
D’istinto mette la mano sulla pistola ma l’altro, il volto travisato da una bandana e un forte accento romano, gliela blocca mentre con la destra gli cinge il collo.
La guardia prova a liberarsi della stretta con una gomitata all’indietro, ma è costretto ad arrendersi alla Beretta che gli viene puntata sul volto.
«Non ti conviene fare l’eroe, ci metto un attimo a premere il grilletto».
I dipendenti capiscono che lì fuori qualcosa non va e si barricano dentro insieme alla gente in preda al panico.
Tra di loro c’è un agente in borghese che dà l’allarme e chiede rinforzi.
Il complice del rapinatore che tiene in pugno la guardia si avventa con uno slancio sulla direttrice che nel frattempo sta rientrando in agenzia dopo una pausa caffè.
«Aprite – urla rivolto ai cassieri – altrimenti le spariamo».
Alla donna non rimane che assecondare le richieste del suo aggressore e col cellulare prega i suoi dipendenti di fare entrare il terzo ragazzo che nel frattempo è arrivato con il quarto bandito in sella a un Honda Sh grigio, poi abbandonato.
Entra solo uno, mentre la giovane guardia viene portata dietro l’angolo.
Scavalcato il bancone, il rapinatore fa in tempo a svuotare una cassa, mettendo velocemente in un borsone 10 mila euro.
Una signora che dal palazzo vicino assiste alla scena chiama la polizia.
La volante Romanina arriva pochi secondi dopo, mettendo in fuga i quattro rapinatori che se la danno a gambe levate ognuno in una direzione diversa.
«Ancora bloccato in disparte ho sentito uno sparo in aria, ho capito che era la polizia e a quel punto mi hanno lasciato – ha poi raccontato Simone – In due sono fuggiti di corsa scavalcando la recinzione del parcheggio mentre un altro, sempre a piedi, ha fatto perdere le sue tracce in direzione opposta, verso via Niope.
Solo il quarto ha preferito allungare le distanze in sella all’altro motorino, un Sh bianco, riprendendo via Anagnina».
Sulle loro tracce, a dare man forte alla volante Romanina per prima accorsa [...]

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