Una lezione di stile

Dal Papa aggredito una lezione di stile di Curzio Maltese, Il Venerdì di Repubblica, Contromano, 08/01/2010 Non mi era mai capitato e forse non accadrà più.
Quindi bisogna cogliere l'occasione per ringraziare pubblicamente, sia pure in ritardo, papa Benedetto XVI.
Voglio dire grazie al Santo Padre perché, aggredito da una squilibrata alla vigilia di Natale, si è comportato da persona adulta, dignitosa e responsabile.
Non ha dato la colpa di un gesto folle a Repubblica, a una certa sinistra troppo laica, a chi ha accolto come un fatto ovvio la sentenza europea sul crocefisso nelle aule, a chi ha scritto in questi anni inchieste sul rapporto fra Stato e Chiesa.
Voglio ringraziare il Vaticano intero per non aver spedito nei talk show televisivi plotoni di vescovi, cardinali, preti opinionisti e opinionisti preteschi, pure tanto graditi ai conduttori, per spiegare che l'aggressione era il risultato di tutte le critiche rivolte alla Chiesa cattolica in questi anni da quanti non la pensano come loro.
E, dunque, per questo, sono evidentemente armati da un odio profondo e violento nei confronti del Papa, della Chiesa e pure del Bambin Gesù.
Bisogna ancora ringraziare la Chiesa per non aver chiesto ai sottostanti direttori di giornali e telegiornali di sottolineare che l'aggressione non poteva essere considerata un fatto isolato, ma il frutto di un clima avvelenato.
Un concetto demenziale, si capisce.
Ma che i nostri media avrebbero volentieri diffuso, riuscendo in questo modo davvero ad avvelenare gli animi.
Per non aver portato come prova di questa teoria i demenziali messaggi di giubilo degli imbecilli su internet.
Che ci sono stati, puntualmente, anche stavolta.
Ma se n'è parlato pochissimo.
Vorrei ringraziare Joseph Ratzinger di non aver usato l'episodio per incassare velocemente dal Parlamento altre leggi favorevoli agli enti ecclesiastici, accusando gli obiettori di essere oggettivamente complici dei violenti.
Per non aver dato l'opportunità alla sinistra italiana di testimoniare la propria cronica mancanza di coraggio.
In definitiva, per non avere trasformato un atto triste e penoso, ma per fortuna senza gravi conseguenze, nell'ennesima, colossale pagliacciata all'italiana.
Sono grato al Papa e al Vaticano per non averci indotto in tentazione.
La solita tentazione, quella di abbassare sempre di più il livello di civiltà della discussione pubblica.
A costo di sembrare agli occhi del resto del mondo una nazione ridicola.
Ringraziamenti reiterati quanto ironici, in un articolo che è esso stesso una lezione di stile [...]

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