Una ruota vola e colpisce un meccanico. Schumacher scorretto graziato da "papà" Jean Todt. In F1 mancano sicurezza e giustizia

Il GP d’Ungheria ha messo a nudo le grandi carenze (sportive e tecniche) della formula 1 guidata da Jean Todt.
Due sono i casi eclatanti su cui voglio mettere l’accento.
  Primo caso.Un incidente con rottami sparsi in pista ha provocato l’ingresso della safety car in pista e, subito dopo, l’ingresso simultaneo e generale delle macchine ai box per cambiare le gomme.
Ai box ci sono stati incidenti, una ruota fissata male (del peso di 16 chili)  è uscita dal mozzo ed è piombata su un meccanico fratturandogli tre costole (foto per gentile concessione di Ercole Colombo: la ruota vola, arriva sui meccanici e ne stende uno).
Quella ruota è passata in mezzo ai meccanici della Red Bull che attendevano un pilota senza per fortuna colpire alcuno di loro.
  Si è parlato tanto di sicurezza in F1 e tanto si è fatto: ma solo per adeguare le macchine alla salvaguardia dei piloti.
Ma ai box, ai meccanici né Max Mosley, né Jean Todft hanno mai pensato.
Io ritengo che in caso di ingresso della safety car, la corsia dei box vada chiusa.
Tanto, non potendo rifornirsi di benzina, tutti i piloti continuerebbero con le gomme che hanno in quel momento.
Solo dopo il rientro della safety car, la corsia dei box dovrebbe essere riaperta.
In tal modo ni rischi per i meccanici diminuirebbero sensibilmente.
  Vediamo allora se su questo punto il presidente Fia farà orecchie da mercante   Secondo caso.
A quattro giri dal termine, Michael Schumacher re (per me ormai ex) della formula 1 ha tentato di sbattere contro il muro Rubens Barrichello che con la Williams stava superandolo a destra.
Per un vero miracolo, e anche perché Rubens è abituato in tanti anni alle battaglie più cruente, il brasiliano non è finito coinvolto in un incidente che poteva finire davvero male.
Una porcheria sportiva, quella commessa da Schumacher, punita dai commissari Fia con dieci posizioni di arretramento sulla prossima griglia fdi partenza, quella del GP del Belgio.
Una punizione, che risentiva dell’influenza sui commissari di Jean Todt, padre putativo (alla Ferrari) di Schumacher.
Una punizione giusta sarebbe stata l’esclusione dal prossimo GP..

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