Una storia fin troppo vera...

Oggi ho raccontato una storia, mi hanno chiesto di raccontare la storia di due amanti contenuta in un libro perché qualcuno voleva leggerlo.
Ho spiegato brevemente la trama e l'aspetto più importante di quel libro: l'impossibilità per due persone di poter stare insieme e il motivo per cui questo non poteva accadere.
Ed eccolo lì, l'ultimo degli uomini che ascolta da lontano e pensa di sentire la sua storia, ed eccolo lì quello sguardo, lo sguardo di chi si sente toccato da quella storia e di chi si sente come uno di quei protagonisti.
Ecco il volto dell'ultimo degli uomini che cambia, ecco che diventa curioso e incredulo nel sentire la sua storia, ecco il cuore dell'ultimo degli uomini che vuole gridarmi che si sente come loro.
Durante quel racconto ho visto una persona posare il suo sguardo su di lui, per fargli intendere che conosce il suo segreto, forse perché glielo ha raccontato o forse perché se n'è accorto, perché l'ultimo degli uomini è sincero e a volte non riesce a nascondersi.
Eppure credevo che avesse rivelato ad altri il suo tormento, invece no, quella persona si è girata e lo ha guardato con il volto e gli occhi di chi sa.
Durante i commenti e le osservazioni su quella storia, su quanto quell'amore fosse sbagliato, su quanto fosse folle e privo di logica, lo sguardo del'ultimo degli uomini è cambiato, forse ha creduto che anche per lui fosse così.
Ho chiesto a chi parlava con me cosa ne pensasse e cosa fosse veramente sbagliato, l'ultimo degli uomini se pur distante, continuava ad ascoltare e forse a provare a rispondere a quelle domande.
Racconterò di nuovo quella storia, ma stavolta la racconterò tutta e ad ascoltarmi da vicino ci sarà l'ultimo degli uomini e voglio rivedere di nuovo il volto di chi ascolta la sua storia e di chi ci crede, voglio rivedere gli occhi dell'ultimo degli uomini che si sentono colpiti da quella storia.
Non manca molto perché questo accada e sarò pronta a rivedere di nuovo quello sguardo.

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