Uno sguardo sulla crisi e le dichiarazioni di Berlusconi

              di Francesco Scatigno www.magodioz.it   Il nostro Presidente del Consiglio conosce bene la ricetta anti-crisi e in questi giorni insiste affinchè arrivi chiaro agli italiani il messaggio: ottimismo e consumi.
E’ questa la maniera, secondo il premier, per non aggravare il “momento no” dell’economia mondiale ed evitare di sprofondare in una crisi.
Cerchiamo però di capire cosa sta succedendo e cosa potrebbe succedere.
L’economia ha una regola di base: un’azienda deve creare profitto e per dirsi in crescita questo profitto nel corso del tempo deve aumentare.
Un’azienda per creare profitto deve produrre una qualsiasi cosa che sia vendibile e che porti, quindi, soldi in cassa.
A questo punto interviene il cosumatore, tutti i cittadini, che compra i prodotti messi sul mercato.
In periodo di crisi, in cui c’è meno lavoro, meno profitto e meno soldi in tasca, l’unico modo per risolvere la crisi è aumentare i consumi per far girare più soldi che vadano a pagare stipendi e permettere che ci siano altri soldi per consumare ancora.
Ovviamente da più parti è sorta l’obiezione che essendoci crisi la gente non ha soldi e già sta cominciando a tagliare sui beni essenziali, figurarsi se ci si può permettere di consumare.
Ma se la gente comune ha meno soldi, le banche li bruciano in borsa, dove sono realmente i soldi? Che direzione hanno preso? Nelle mani di chi sono finiti? E a cosa servono ottimismo e consumi? L’ottimismo serve sicuramente a mostrare un sorriso a 32 denti berlusconiano, a convincersi che le cose vanno bene nonostante tutto; l’ottimismo è il sostegno politico al governo.
Il consumo è la controparte, molto più concreta, economica.
Cos’è il consumo e a chi giova? Il consumo è l’acquisto di un prodotto messo sul mercato da un azienda che ha come prima regola quella del maggior profitto, ovvero vendere un prodotto riducendo al massimo le spese per la sua produzione ed arrivo sul mercato.
Spessissimo un prodotto, per costare poco e, quindi, essere appetibile per il consumatore, non possiede un’alta qualità poichè nella sua produzione si fanno scelte volte al risparmio.
Il consumo giova sicuramente all’imprenditore che da una vendita di massa riesce ad accumulare grandi risorse finanziarie.
Il cittadino spesso compra prodotti che non servono o che può procurarsi in una maniera differente, abbassando i costi (vedi autoproduzione).
Se un imprenditore vede abbassare il numero di acquisti dei suoi prodotti, possiamo dire che è in crisi? Se la maggior parte [...]

Leggi tutto l'articolo