Uno spettro si aggira per il Pd: lo spettro del POPOLO DELLA LEOPOLDA CIOÈ IL RENZISMO

La Direzione Dem prova ad attutire il colpo della scissione e cerca di limitare l’emorragia a livello locale, puntando sull'ecologia e frenando sulla legge proporzionale

«Se militi e dirigi un partito di centrosinistra che ambisce a unire i riformisti e a superare le frammentazioni del secolo scorso, che mantiene un'ambizione maggioritaria e che nasce per battere il partito personale per antonomasia e poi fondi un partito personale, di centro, determinando una nuova frammentazione, ti devi chiedere se questa scelta non sia una manifestazione ex post di estraneità a quel progetto politico e se le diffidenze non avessero qualche fondamento».
È Andrea Orlando, a sorpresa, e non Nicola Zingaretti, ad aprire la prima Direzione nazionale del Pd del dopo-Renzi. Una relazione in cui il vicesegretario ha indicato quale debba essere la strada del Pd per uscire dall'angolo. Uno schema che si può riassumere in tre concetti: riduzione delle disuguaglianze, svolta ecologista e spiccata vocazione...

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