"VENEZIA ... 14 GIUGNO 2015 ..."

 Il vicino di fronte fuma al buio immobile sulla finestra … la biancheria svolazza e s’incapriola stesa sulla corda fra un capo e l’altro delle case e della calle … Il solito ubriaco felice rientra cantando rovistando e borbottando a lungo sulla porta … Ruggiscono i condizionatori e un motoscafo lontano in manovra dentro al canale devastando il silenzio notturno … Uno del quartiere pedala alacremente in bici recandosi a pescare … i tombini sobbalzano in serie al suo passaggio, mentre le zanzare danzano cantano la loro languida canzone fastidiosa … in pendant col giro noioso e sempre uguale della lavatrice … I primi canti dei merli sugli alberi, rispondono i gabbiani stonati in alto … Poi scendono a strappare e tritare i sacchi della spazzatura spargendola ovunque …Sotto a un cielo imbronciato e incerto come i Veneziani s’è fatto giorno ancora una volta … una Grande Nave arriva attraccandosi silenziosa al molo … sembra un fantasma candido che vola leggero sollevato sull’acqua senza toccarla.
Un uomo si avvoltola di giornali e in una coperta lercia iniziando a dormire sopra a una panchina del grande campo … alcuni passi rimbombano nella calle deserta come passasse un intero regimento … si alza la serranda di un locale, ne esce un odore acre di fritto, cucinato, sudato, marcio e cotto … un lavorante asiatico trascina fuori un sacco pieno d’immondizia e di bottiglie vuote … la guardia notturna ripone nello zainetto la pistola … la notte è trascorsa, anche se sento ancora un leggero russare dietro a quella porta … ora tossisce un paio di volte, lo sento voltarsi e rivoltarsi infastidito e sudato nel letto … infine si alza, un laconico saluto, un cenno con la mano ...
e inizia la giornata sbadigliando.
Sbatte una porta poco distante … la brezza del primo mattino gioca con la tenda del soggiorno: la sconquassa, la piega, l’avvolge e imbovola, la contorce e la lascia andare … la gatta segue i volteggi, li accompagna con la testa rimanendo immobile accovacciata e a pancia piena … i colombi gorgogliano in strada, uno si alza in volo goffamente frullando e sbattacchiando le ali.
Emma tutta scompigliata come una medusa riapre cigolando la finestra sbattacchiando entrambi gli scuri … si gratta la testa assonnata iniziando a bagnare i suoi spettacolari geranei … "Ieri sono stata a una festa di matrimonio ..." inizia a raccontare all’immancabile Antonia che la stava aspettando alla finestra di fronte: “Che belli, giovani e felici … con la sposa col vestito scollato e [...]

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