VIRGILIO AMBROSIANO di Teresa Ramaioli

VIRGILIO AMBROSIANO  di Teresa Ramaioli   iltuonoilgrillo il 03/07/15 alle 14:54 via WEB VIRGILIO AMBROSIANO---Era il 6 aprile 1327 quando Francesco Petrarca, ad Avignone, vide per la prima volta Laura.
Ed era sempre un 6 aprile, ma di ventuno anni dopo, quando la nobildonna morì di peste: in questa dolorosa occasione, il poeta annotò la notizia sul suo prezioso Virgilio, manoscritto che aveva ricevuto in dono dal padre, con queste parole: Laura, illustre per proprie virtù e per lungo tempo celebrata nei miei canti, apparve per la prima volta agli occhi miei in sul principio della mia adolescenza, l’anno 1327, il 6 d’aprile, nella chiesa di Santa Chiara d’Avignone, di buon mattino, e nella stessa città, nello stesso mese d’aprile, nello stesso giorno 6, nell’ora prima, l’anno 1348, quella luce fu tolta a questa luce mentre io per caso mi trovavo a Verona, inconsapevole, ahimè!, del mio fato.
Questo affascinante manoscritto appartenuto a Francesco Petrarca è oggi conservato presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano, è conosciuto anche come Virgilio ambrosiano.
Il volume riunisce le tre opere maggiori di Virgilio – Bucoliche, Georgiche ed Eneide.
Su questo libro Petrarca continuò a studiare Virgilio per tutta la vita, come testimoniano le numerosissime postille databili a epoche diverse della sua esistenza.
Alla sua morte il codice fu ereditato da Francesco da Carrara, per poi passare nella biblioteca dei Visconti a Pavia, dove lo sfogliarono molti dei maggiori umanisti, per giungere infine, dopo molte vicissitudini, alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, acquistato nel 1600 per conto del cardinale Borromeo.
Ciao Teresa Ramaioli      

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