VITALI: "Brindisi con Lecce, per identità culturale"

“Lecce, realtà molto più vicina a noi per identità culturale e non solo".
Ha detto proprio così il parlamentare di Francavilla Fontana Luigi Vitali.
E, stando a quanto dichiara, l’accorpamento eventuale andrebbe fatto con la provincia salentina e non  con quella di Taranto, verso i cui rappresentanti istituzionali Vitali non ha parole tenerissime, anzi: “all'arroganza del sindaco e del presidente della Provincia di Taranto, noi rispondiamo che faremo di tutto per tutelare il territorio brindisino in Parlamento e se non sarà possibile, promuoveremo tutte le iniziative perché un eventuale accorpamento sia realizzato con Lecce, realtà molto più vicina a noi per identità culturale e non solo".  Ecco, ipse dixit verrebbe da chiosare.
Naturalmente ognuno ha pieno diritto di esporre il proprio pensiero specialmente su questa che pare esser diventata una public issue di importanza assoluta ed improcrastinabile.
Ovviamente molti brindisini, compreso lo scrivente, la pensano molto diversamente.
Ma molti brindisini, al pari di “Cronache Brindisine”, non han  voglia di tuffarsi in un gomitolo di chiacchiere.
  Tornando sulle dichiarazioni di Vitali, ascoltiamole fin in fondo: “non c'è scritto da nessuna parte che Brindisi debba andare con Taranto.
Invitiamo i nostri sindaci, così come hanno già fatto alcuni Comuni, ad approvare delibere con cui si prende una posizione chiara".
Che poi, a proposito di questi Enti che avrebbero gia deciso, ci sarebbero mille cose da dire.
Ed anzi, c’è chi le ha dette: a Sandonaci i consiglieri comunali Mariangela Presta(già Sindaco del centro brindisino), Giuseppe Antonio Silli e Carmine Lolli hanno pubblicamente dichiarato che sarebbe stato opportuno la convocazione del Consiglio Comunale ed il coinvolgimento della cittadinanza.
Ma quello di Sandonaci (dove il Sindaco Domenico Serio ha, tutto subito, dato il proprio placet incondizionato al Presidente Ferrarese) è solo uno dei casi di paesi che chiedono l’accorpamento alla Provincia di Lecce.
Ce ne sono altri ma occorre chiedersi se la prassi sia stata democratica, unitaria e trasparente –come avrebbero voluto i consiglieri citati in precedenza- o se anche in tali realtà la scelta è avvenuta in modo “frettoloso”.
Un giornale locale oggi metteva in prima pagina, e con molto risalto, l’ipotesi “Terra d’Otranto” e riferiva di consensi corali.
Peccato che poi, fra le righe, l’idea di Perrone veniva appellata come “jolly dell’ultima ora” e che del “coro di si” v’era ben poco.
Anzi [...]

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