VITTORIA

Il titolo è tutto un programma.
Da questa tornata elettorale si è avuto finalmente un risultato chiaro e definitivo, contrariamente a quanto accaduto due anni fa in cui l’Italia era inciampata in una misteriosa confusione decretando il Centro Sinistra di Prodi vincitore, forte dei 24.000 voti in più alla camera ma 250.000 voti in meno al senato.
La legge elettorale è stata fortemente criticata, etichettata come non compatibile alla governabilità di un paese democratico e avanzato come l’Italia, ma in questa tornata elettorale la vittoria è stata netta, definitiva e senza problematiche, e questo a tutto svantaggio di coloro che puntavano a demonizzare la legge utilizzandola come pretesto o unica colpevole dell’instabilità del governo Prodi.
Oggi, 15 Aprile 2008, l’Italia si appresta a ricevere a Palazzo Chigi un nuovo Presidente del Consiglio, un Premier che per la terza volta tenterà di riprendere il buongoverno iniziato nel lontano 2001 e che nel 2006 è stato erroneamente interrotto prolungando, di fatto, il tunnel di questa crisi.
L’impegno preso da Silvio Berlusconi con gli Italiani è sempre stato chiaro e senza secondi fini.
Al paese servono riforme strutturali in grado di proiettarla tra le file dei maggiori paesi europei, oltre che a riforme economiche che tentino di ammodernare l’amministrazione locale, svilupparne l’efficacia, sperando che questo produca maggiori consumi e maggiore consapevolezza del cittadino a non sentirsi abbandonato dallo Stato e dal suo potere decisionale, mettendo a tacere i vari demonizzatori della politica italiana come i famigerati grilli parlanti.
Personalmente, rivolgo i miei complimenti a Walter Veltroni per il suo impegno e la sua volontà di trasformare la sinistra italiana in una sinistra europea, moderna, moderata e social democratica, abbandonando i canoni della sinistra di “ieri” composta da cattolici, comunisti, laici, socialisti e ambientalisti.
Un’accozzaglia di schieramenti e un caravanserraglio ridicolo e palesemente illogico.
Ma la notizia del giorno è anche e soprattutto la grande sconfitta dei comunisti in generale.
Con grande stupore, il parlamento italiano non fornirà nessuna poltroncina a coloro che si definiscono orgogliosamente comunisti, a coloro che nelle piazza continuano inutilmente a parlare di marxismo, di leninismo, di lotta di classe, potere proletario e quant’altro di più vecchio e ormai superato a livello europeo.
L’Italia, per la prima volta nella storia della sua politica dal dopoguerra, non è rappresentata da nessun [...]

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