Vai avanti cretino!

Nella puntata di Ballarò di ieri 6 maggio si è scatenato un goffo tiro al bersaglio nei confronti di Beppe Grillo da parte di Maurizio Gasparri; due le frecce nell’arco: la ricca dichiarazione dei redditi del comico (sembra quasi che, nei momenti della divulgazione in rete da parte dell’Agenzia delle Entrate delle dichiarazione dei contribuenti, i parlamentari si siano concentrati solo su di lui) e la condanna per omicidio colposo relativo ad un incidente stradale occorso una ventina di anni fa.
Per quanto riguarda i 4 milioni di euro, tanto avrebbe denunciato nell’anno in corso, per i quali – ha fatto notare Antonio Di Pietro - Beppe Grillo avrebbe comunque pagato le tasse, non ci vedo sinceramente niente di scandaloso o illegale (Ronaldo, che è nel libro paga di Berlusconi, ne guadagna tanti di più per riposare nella sua villa a Rio de Janeiro).
Non mi risulta, oltretutto, che questo denaro sia frutto di attività illecite.
Ma la perla della serata è stata la strenua difesa dei parlamentari condannati rieletti in barba all’operazione parlamento pulito paventata da Beppe Grillo in occasione dei V Day.
Secondo quanto affermato da Gasparri, Grillo non avrebbe i requisiti morali per prendere una posizione così dura verso i parlamentari eletti per essersi reso responsabile, in passato, dell’omicidio di un’intera famiglia.
Non mi sembra, i primo luogo che, come affermavano gli stessi parlamentari tempo fa, si possa uniformare la gravità dei reati ed oltretutto non mi risulta che Beppe Grillo si sia mai candidato o sia stato eletto come invece i compari di Maurizio Gasparri che lo hanno mandato in avanscoperta nella trasmissione.
L’operazione, caro Gasparri, non ti è riuscita neanche un po’: come al solito hai fatto la figura del cretino (a questo ci sei abituato), hai strumentalizzato, senza nessun rispetto delle vittime e dei familiari delle vittime di quell’incidente, una tragedia che, come ti ha fatto notare il buon Di Pietro, potrebbe sconvolgere la vita di chiunque e quindi pure la tua, per tuo tornaconto personale e alla fine mi hai ricordato un antico detto secondo il quale “tanto è ladro chi ruba, quanto chi para il sacco” e per la memoria di tutti riporto in allegato la lista dei misfatti dei tuoi compagni di merende.
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