Vela: Fair play in mare, lascia il podio per soccorrere avversario in gravi difficoltà

L’episodio nell’ultima Middle Sea Race ha visto come protagonista l’equipaggio di Duffy, della Lega Navale Pozzuoli insignito dell’Ambassador’s Trophy Outstanding Act of Sportsmanship per chi compie un importante atto marinaresco.
Ricevuto il may day Duffy si è portata verso una barca maltese in difficoltà con un ferito a bordo e l’ha assistita per tutta la notte.Ci sono vittorie che non hanno podio.
Ma meritano ugualmente una medaglia.
Come quella che è stata attribuita all’equipaggio di Duffy alla Middle Sea Race, la regata d’altura più famosa del Mediterraneo, che forse verrà ricordata più per quello che hanno saputo fare gli uomini che, con a capo Enrico Calvi, rappresentavano la Lega Navale di Pozzuoli , che per la vittoria finale (per appena 9 secondi su Mascalzone Latino), di B2, con Francesco De Angelis.
Un’impresa di grande altruismo e coraggio che ha consegnato all’imbarcazione napoletana, lunga poco più di 10 metri, un premio insignito dal Royal Malta Yacht Club: l’Italian Ambassador’s Trophy – Outstanding Act of Sportsmanship, riconoscimento destinato a chi compie un importante atto marinaresco durante la regata.
E’ accaduto che nel corso della 36esima edizione dell’importante manifestazione velica, quando mancava poco al traguardo (circa 60 miglia) e con la barca in corsa per un posto sul podio nella sua categoria, l’equipaggio di Duffy tra Lampedusa e Malta ha intercettato un “may day” (segnale internazionale di richiesta di soccorso ndr) proveniente dall’imbarcazione maltese DU4 (un Dufour 40) che si trovava in gravi difficoltà, con un ferito grave a bordo e per di più con il motore e il timone in avaria.DISPERATI — Una condizione a dir poco disperata.
Così, senza pensarci troppo e compiendo un grande gesto marinaresco, l’equipaggio di Duffy ha deciso di entrare subito in azione, lasciando in secondo piano la regata e il piazzamento finale.
“Ci siamo subito resi conto che la situazione era diventata molto critica – racconta Enrico Calvi, 67 anni, milanese di nascita e napoletano d’adozione con la grande passione per le regate d’altura – e la prima cosa che abbiamo fatto, è stato chiamare immediatamente i soccorsi con il telefono satellitare.
Contemporaneamente ci siamo diretti verso la barca in difficoltà, ci siamo avvicinati pronti a raccogliere l’equipaggio nel caso in cui avesse deciso di abbandonare l’imbarcazione”.
Ma non è tutto.
“Siamo rimasti accanto allo scafo in avaria per 11 ore, dalle 7 di sera fino alle 6 della mattina [...]

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