Veltroni Alitalia

ALITALIAVeltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte" Dopo le affermazioni di Berti relative ai piloti sotto stress, arriva la rassicurazione di Riggio: "Per essere più certi, due ispettori di volo dell'Enac controlleranno lo stato dei piloti"    Roma, 23 settembre 2008 - Il Pd mette nero su bianco le proprie proposte per uscire dalla crisi Alitalia e le invia al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Secondo quanto si apprende da fonti del Pd, Walter Veltroni ha inviato al premier Silvio Berlusconi una lettera che riassume la posizione su Alitalia, dopo che il partito questa mattina ha fatto il punto della situazione durante la riunione del coordinamento.
Scrive Veltroni nella lettera al premier: "Signor presidente, la vicenda Alitalia rischia di giungere rapidamente ad un esito tragico.
Le scrivo per rinnovare l'impegno del Partito Democratico a concorrere alla ricerca di una difficilissima soluzione positiva e per chiederLe di assumere immediatamente un'iniziativa volta ad uscire dalla paralisi che si è determinata dopo il ritiro dell'offerta di Cai".
Veltroni ricorda che "noi del Partito Democratico abbiamo formulato un giudizio di durissima critica alle scelte da Lei operate - sulle questione di Alitalia - prima nella stagione di governo 2001-2006, poi nel corso dell'ultima campagna elettorale.
Oggi tutti lo possono vedere meglio: la soluzione Air France era certamente più solida sul piano industriale e più efficace sul piano delle garanzie sociali.
E aveva il merito di inserire, in maniera non subalterna, la compagnia di bandiera all`interno di una grande e consolidata realtà internazionale del trasporto aereo.
Non ho dubbi circa il fatto che siano state proprio in quelle settimane le Sue scelte ad alimentare sproporzionate aspettative da parte di alcune delle organizzazioni sindacali".
Ma, ribadito il giudizio sul passato, il Pd mette sul tavolo delle proposte per superare l'attuale crisi: "Ma non Le scrivo per ribadire questi giudizi, purtroppo confermati dall'evoluzione degli eventi di queste ore.
Le scrivo per avanzare tre proposte.
Parto dal fatto che oggi tutti i protagonisti fondamentali avvertono l'urgenza di un fatto nuovo, ma nessuno sembra in grado o intende muoversi dalla posizione in ultimo assunta".
Per Veltroni, "il Governo - anche agendo tramite l'azionista - può e deve superare questo stallo.
Convochi dunque le parti, immediatamente, e determini un fatto nuovo: senza accettare né veti né soluzioni preconfezionate.
Di fronte all'incombere del fallimento, il Governo non può dire [...]

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