Veltroni, sì, "ma anche" Craxi

L’elogio di Walter a Bettino (e l'affondo a Berlinguer) in piena bagarre per la segreteria Pd Uolter Veltroni si riprende la scena con un elogio all’innovazione di Bettino Craxi, proprio di fronte alla figlia “pasionaria” Stefania in occasione della presentazione di un libro.
Uolter dice che Craxi “ interpretò meglio di ogni altro uomo politico come la società italiana stava cambiando” e che in politica estera “ci fu l’episodio di Sigonella, ma anche (sic) la scelta di tenere l’Italia nella sfera occidentale”.
E uno.
Il giovane Walter collaboratore di Berlinguer dice che sì, l’Enrico innovava negli stessi anni, ma in modo “non sufficiente al processo che bisognava mettere in campo.
Il Pci soffriva l’innovazione come tale” mentre Craxi costruisce un partito diverso, “capace di raccogliere anche ciò che non è omogeneo a sé, ma che si unisce attorno a determinate idee».
E due.
A ben vedere, qualcosina da criticare a Bettino c’è.
Uolter non parla né di Tangentopoli, né di lanci di monetine, ma di riforma elettorale, quando Craxi invitò gli elettori ad andare al mare anziché votare per il referendum.
Anche Stefania sembra digerire questa pillolina che sembra quasi un placebo.
L’affondo finale è però da Walter-Ego Veltroni (come lo chiama Dagospia), ossia l’inevitabile paragone con il maestro.
Uolter dice che nel 1996 sosteneva il cammino verso “un’Internazionale né comunista, né socialista, ma democratica.
Lo stesso concetto che esprimeva Craxi.
Oggi è naturale per tutti pensare che Obama e il partito indiano del Congresso stiano assieme nel medesimo organismo mondiale».
E tre.
Chapeau.
E’un Veltroni sciolto, a ruota libera, senza più le pressioni che aveva da segretario Pd.
Indipendentemente da tutto, Craxi è stato un leader di professione, ma cosa vorrà davvero dire Uolter con questo elogio? Chi vorrà avvantaggiare oltre che se stesso? Nel frattempo, l’Africa da lui tanto desiderata continua ad essere rinviata.
A meno che la destinazione non sia Hammamet.

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