Venanzi e Salvatorelli e la Pro Loco libera.

Ancora non ci siamo.
Non bastava Venanzi ad avere le idee poco chiare in fatto di legislazione sulle associazioni e in particolare sulle pro loco.
Ora arriva il consigliere Salvatorelli che afferma: “ritenevamo e riteniamo tutt'ora che sia giusto mettere nel direttivo della Pro Loco un rappresentante per ognuna delle altre associazioni del territorio.
Cosa che con il precedente direttivo non è stata concessa ma che riteniamo senza ombra di dubbio opportuna”.
Come presidente di una delle varie associazioni del territorio non posso che essere d’accordo, se non che Salvatorelli non considera il fatto che né un consigliere comunale, né un assessore né il sindaco in persona può interferire con le legittime decisioni di un direttivo.
Qualora la volontà espressa da Salvatorelli dovesse diventare una sorta di dictat per il futuro direttivo della futura proloco nata secondo la struttura desiderata da Venanzi ci troveremmo di fronte alla contraddizione di fatto degli stessi intenti del giovane assessore.
Egli infatti afferma: “stiamo lavorando per avere una Pro Loco forte, coesa e libera da schemi politici e partitici che non c'entrano con un'associazione del genere”.
Primo: se si impone una scelta alla proloco essa non è considerabile libera.
Secondo: se l’amministrazione comunale sta “lavorando per avere una Pro Loco…libera da schemi politici” come mai la politica si sta occupando di come realizzarla? La Pro Loco deve essere certamente libera da schemi politici e partitici (noto con piacere che Venanzi ha aggiunto il termine “partitici” a maggior precisazione in quanto la politica è quella cosa che si occupa della polis, quindi ogni qualvolta ci accingiamo a fare qualcosa per la città e per la comunità facciamo politica).
Ma per essere tale non può subire alcun tipo di condizionamento, men che meno quello dell’amministrazione comunale.
Lasciamo quindi libera la Proloco di ricostituirsi autonomamente, lasciamo che nomini un legittimo direttivo e un legittimo presidente e soprattutto lasciamo  finalmente che lavori in pace, serenamente, libera da condizionamenti, “libera da schemi politici e partitici”.
Lasciamo che la Proloco esista e che lavori per la città.
Ci si può riuscire, Venanzi e Salvatorelli permettendo.

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