Veri partiti democratici

Gad Lerner, Il MoVimento 5 Stelle e la democrazia senza partiti, La RepubblicaProteso a realizzare il suo obbiettivo dichiarato –cioè una democrazia senza partiti- Beppe Grillo ha garantito ai suoi elettori che, tanto per cominciare, questi partiti fra sei mesi non ci saranno più.
Magari stroncandoli in un nuovo passaggio elettorale, che appare sempre più probabile.
Ieri i neoeletti rivoluzionari 5 Stelle hanno avviato i preparativi per aprire il Parlamento “come una scatoletta di tonno”, all’apparenza incuranti della drammaticità del momento.
Lui medita, soverchiato dall’immensa responsabilità che gli tocca.
Ma finora, dall’esterno, ha concentrato la sua vis polemica nel tentativo di frantumare l’ultimo partito che in Italia mantiene una significativa struttura nazionale, cioè il Pd.
Altro che dialogo, collaborazione, alleanze.
Grillo non demorde: Bersani è “fuori dalla storia”; e “quando si aprirà la voragine del Monte dei Paschi di Siena forse del pdmenoelle non rimarrà neanche il ricordo”.
La sua intenzione, a meno di un ripensamento, è estrema: ridurre anche il Pd a mero agglomerato di potentati locali, come di fatto sono già le altre formazioni politiche.Naturalmente s’impongono ottime ragioni per denunciare l’inadeguatezza burocratica degli apparati che sopravvivono alla crisi del sistema dei partiti.
Lo stesso MoVimento 5 Stelle porta nelle istituzioni significative rappresentanze del solidarismo comunitario cresciuto in numerose vertenze territoriali, incomprese e respinte dalla forma-partito.
Uno spirito civico, un’idea di pubblico, una spinta partecipativa che la politica non ha saputo riconoscere.Ma resta, drammatica, la domanda: può esistere una democrazia senza partiti? O il vuoto che essi lasciano è destinato a essere riempito da un nuovo potere tecnocratico calato dall’alto? Se infatti è vero che la Repubblica italiana in sessantacinque anni non ha regolato l’articolo 49 della sua Costituzione, là dove prescrive che i partiti devono agire “con metodo democratico”, non è un caso che risulti altrettanto inevasa l’attuazione del successivo articolo 50: “Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”.
Quando mai le Camere si sono aperte alla legittima partecipazione dei cittadini?Beppe Grillo non è un improvvisatore quando proclama, a pagina 79 del libro scritto con Dario Fo e Gianroberto Casaleggio (“Il grillo canta sempre al tramonto”, Chiarelettere): “Noi vorremmo che [...]

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