Verogna!

    Fermato davanti a scuola, inseguito, picchiato, gettato a terra, un piede calcato sopra la testa, messo in manette, infilato nell’auto di servizio, nuovamente picchiato, condotto al comando della polizia municipale di Parma, fatto spogliare, perquisito, ancora picchiato, insultato (”negro!”), costretto a firmare i verbali di un fantomatico interrogatorio.
Rilasciato dopo quasi cinque ore di sevizie, all’arrivo del padre.
L’allucinante avventura ha visto protagonista un giovane ghanese, Emmanuel Bonsu Foster, 22 anni, immigrato regolare.
Nella denuncia presentata ai carabinieri Emmanuel ha ricostruito così la sequenza che l’ha visto per ore in balia di sette agenti della polizia municipale di Parma che lo avevano scambiato per un pusher.
// //--> Parma è la città che a giugno aveva visto la nascita dell’omonima carta sulla sicurezza che concede più poteri ai sindaci.
Ad agosto una giovane prostituta nigeriana fermata dalla polizia in esecuzione del decreto antilucciole era stata ammanettata e scaraventata sul pavimento di una lurida cella.
I giornali avevano pubblicato la foto e il presidente del Senato Schifani aveva chiesto spiegazioni al prefetto della città emiliana.
Esplode ora il caso di Emmanuel il “negro” come ha scritto qualcuno accanto al suo nome di battesimo, sulla busta del Comune di Parma che gli è stata consegnata e contiene i documenti e i verbali dell’arresto.
L’ufficio Nazionale antidiscriminazioni razziali (Una) del ministero delle Pari Opportunità ha aperto un’inchiesta.
Un’inchiesta interna è stata avviata anche dal Comune di Parma, dopo l’incontro fra l’assessore alla sicurezza, Costantino Monteverdi, e i dirigenti della polizia municipale.
L’assessore ha riferito che «si è trattato di un arresto movimentato, due agenti sono rimasti contusi».
La sequenza si apre lunedì sera, attorno alle 18,30.
Foster frequenta l’Itis, una scuola serale di via Toscana, di fronte al parco ex Eridania.
Entrato a scuola, posati i libri, Emmanuel era uscito a fare due passi nel parco in attesa delle lezioni.
Due uomini alle sue spalle parlavano al cellulare, un terzo uomo gli si è avvicinato e senza proferire parola gli ha afferrato le mani mentre gli altri due lo immobilizzavano.
«Sono riuscito a liberarmi e sono scappato.
Nel frattempo arrivano altri tre uomini, uno solo si capiva da come era vestito che era un poliziotto».
L’inseguimento termina subito, il ragazzo è placcato, gettato a terra, immobilizzato.
Prono, qualcuno gli pianta la suola della scarpa sul [...]

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