Verso diverso

Verso diverso.
Mi fermo sotto un palazzo. Se chiudo gli occhi, posso sentire oscillare tra corpo e testa le emozioni.
Come un bicchiere magico con il mare dentro da cui non tracima nulla, che non perde niente.
Guardo le finestre chiuse, le tapparelle abbassate: il verso diverso è lì, negli occhi, nella misurazione delle distanze. A conti fatti, sono più un ladro di immagini che un osservatore. Se fossi un figlio di puttana, potrei fregarmene e infondere coraggio a chi non crede più in un cazzo e non vede niente. Potrebbe risultarmi anche facile, alzarmi al cospetto della fine per dire la mia.
E presentare il conto per questo.
Ma il verso diverso si impone, non posso far pagare il mio modo di armare l'esistenza in mezzo ai rovi. Non posso far finta di aver acquisito competenze che non ho. Posso guardare però e scrivere della potenza animale che ci protegge.
L'estate promette un giorno poco, l’altro molto, ma custodisce la bellezza dell'autunno.
Un po’ come la mia giovinezza, che alc...

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