Via Almirante? Chi è senza peccato scagli la prima pietra

  "La razza è l'elemento biologico che, creando particolari affinità, condiziona l'individuazione del settoreparticolare dell'esperienza sociale, che è il primo elemento discriminativo della particolarità dello Stato"; chi si esprimeva così può mai avere una via intestata a suo nome? Che dico una via, interi piazzali, interi atenei e il giorno nazionale delle vittime del terrorismo in suo specifico ricordo, perché si tratta, guarda guarda, di Aldo Moro (Storia illustrata, 1943).
“Non si sarà mai dei dominatori, se non avremo la coscienza esatta di una nostra fatale superiorità.
Coi negri non si fraternizza.
Non si può.
Non si deve.
Almeno finchè non si sia data loro una civiltà.....
non cediamo a sentimentalismi...niente indulgenze, niente amorazzi.
Si pensi che qui debbon venire famiglie, famiglie e famiglie nostre.
Il bianco comandi." Manifesto skin? No: Indro Montanelli, Civiltà fascista 1936.
E che ne dice il signor Pacifici del pluripremiato scrittore Paolo Monelli, giornalista progressista alla Stampa che sul Corriere della sera nel 1939 aveva scritto: “Gli ebrei appaiono tutti uguali, come i cinesi, come i negri, come i cavalli, adeguati agli incroci consanguinei, dall'eguale vita, dagli uguali squallidi orizzonti.
Non si capisce la ragione di questo darsi d'attorno per tutta la giornata, di questo affaccendarsi senza tregua.
Sono miserabili, tengono stretti i loro quattrinelli nella pezzuola o nel pugno.
Sono un inesausto serbatoio, questi ghetti polacchi.
Ogni anno di ebrei ne emigrano a decine di migliaia, invadono il mondo, eppure son sempre più numerosi.
Sono oggi quattro milioni, prolifici e straordinariamente resistenti nonostante le miserabili condizioni di vita.
La Polonia paga oggi il filo di una politica troppo accogliente per secoli”.
E sempre sul Corriere della Sera 1938 il poi comunista Guido Piovene: "Si deve sentire d'istinto, e quasi per l'odore, quello che v'è di giudaico nella cultura.
Gli ebrei possono essere solo nemici e sopraffattori della nazione che li ospita.
Di sangue diverso e coscienti dei loro vincoli, non possono che collegarsi contro la razza ariana.
L'enorme numero di posizioni eminenti occupate in Italia dagli ebreiè il risultato di una tenace battaglia".L'inviato di guerra Curzio Malaparte, sempre sullo stesso quotidiano nel 1941 tracciava questo quadro "Basta spingersi nei quartieri poveri per rendersi conto del pericolo sociale che rappresenta la enorme massa del proletariato giudaico." Non Adolf Hitler ma Giorgio Bocca, ben presto partigiano nel Partito [...]

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