Viareggio (LU): Riccardo Corti

Dal 5 al 30 dicembre 2009, presso la galleria Mercurio Arte Contemporanea in corso Garibaldi 116 a Viareggio (Lu), è allestita ‘Ritratti’, personale di Riccardo Corti.
L’artista - nato a Firenze nel 1952, ma da anni residente in Versilia - ha all’attivo un nutrito curriculum espositivo, con personali e collettive in tutta Italia (si ricordano le mostre a Milano, Venezia, Padova, Ferrara, Piacenza, Prato, Grosseto).
Negli anni ’70, Corti ha compiuto significative esperienze anche nel settore del cinema: tra l’altro, è stato assistente alla regia di Luchino Visconti per il film ‘L’innocente’ e ha diretto il lungometraggio ‘Miguelonica’, presentato con successo agli ‘Incontri Internazionali del Cinema’ di Sorrento, organizzati da Gian Luigi Rondi.
Tali trascorsi hanno lasciato una traccia palese anche nell’attività di pittore: molte sue opere, difatti, possiedono un singolare taglio compositivo che le avvicina a determinate inquadrature cinematografiche.
Tra i critici d’arte e i personaggi della cultura che si sono occupati della sua ricerca pittorica si segnalano Salvatore Accardo, Lucio Scardino, Antonella Serafini e Umberto Tirelli.
Nella galleria viareggina diretta da Gianni Costa, viene presentato un ciclo di recenti ritratti di grande formato.
Si tratta di oli su tela in cui l’artista offre una raffinata e originale rivisitazione del linguaggio della Pop Art: suggestivi dipinti nei quali la verosimiglianza assoluta si unisce ad un lucido tratto poetico interiore.
Così osserva il critico Marco Del Monte nell'introduzione del catalogo della mostra: "Nei suoi ritratti, Corti si dedica a quella minuziosa e maniacale pittura che lo ha sempre distinto.
Non è la realtà fissata dallo scatto sulla pellicola che lo interessa.
E neanche intervenire sopra di essa a modificarne e personalizzarne il risultato finale.
Con atteggiamento provocatoriamente snob, Riccardo Corti deve ricostruire interamente l’immagine per applicare il suo personale canone estetico, l’idea di una bellezza piena che cristallizzi il volto dentro un’aura quasi impersonale.
Ogni suo ritratto deve appartenere a una comunità mitica, di assoluta bellezza.
Viene alla mente il gioco di allusioni che René Magritte costruisce nella sua famosa serie di Ceci n’est pas une pipe, quel “calligramma disfatto” come lo definiva Michel Foucault.
Allo stesso modo, dei ritratti di Corti si potrebbe dire «questo non è Tommaso», «questa non è Francesca», «questa non è Ginestra».
Ma, a differenza di tutte le relazioni che [...]

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