Vieste - GIOVEDI' 7 LUGLIO AL "VELETA BISTRO'" L'ATTRICE-VELISTA MARIANNA DE MICHELI

Vieste - GIOVEDI' 7 LUGLIO AL "VELETA BISTRO'" L'ATTRICE-VELISTA MARIANNA DE MICHELI lunedì 04 luglio 2016 ore 20:32   Alle ore 20,00 sarà presentato il libro "Navigatrice solitaria, così ho vinto la sfida delle Centoboline”.
Il diario di bordo dell’attrice Marianna de Micheli,è diventato un libro.
E adesso rifarà il periplo dell’Italia, ma al contrario e sempre col gatto.
Forse sarà la prima a far coincidere le tappe della presentazione di un libro con gli scali di un periplo d’Italia a vela in solitaria (fatto salvo per il gatto, un batuffolone bianco di nome Jingjok).
Una navigazione figurata, perché le righe sono ancorate proprio a un vero periplo, quello che ha compiuto da Ventimiglia (in realtà, vuole che si dica che è salpata da Saint Tropez, «perché io tutte quelle miglia le ho fatte») a Trieste e di cui - anche - scrive, e una navigazione reale, perché tra poco riparte, ma al contrario, da Trieste a Genova, appunto per approdare in ogni porto con “Centoboline “ (edito da Nutrimenti), così s’intitola il suo diario di bordo.
    Un diario di bordo di un’attrice passata dal set alla navigazione solitaria, recita il sottotitolo.
Marianna De Micheli, che molti forse ricorderanno come Carol Grimani, la “cattiva” della soap “Centrovetrine”, l’aveva presa sul ridere, in principio.
Una battuta, «potresti arrivare sino a Trieste”, e una grande risata generale.
Lei aveva appena cambiato vita, decidendo di andare a vivere in barca.
Anzi, raccontiamola tutta (lo scrive lei): aveva appena terminato una relazione sentimentale e “Centrovetrine” aveva definitivamente spento le luci.
Marianna, che aveva sulle spalle alcuni corsi di vela e che si era avvicinata a questa disciplina del mare anni prima su un’isola della Thailandia graffiata dallo tsunami disastroso del 2004, forse s’era sentita sfidata.
Non è facile, la navigazione in solitaria, soprattutto per chi ammette la propria incapacità di stare sola.
“Tutto è partito da qui.
Mi sono detta: la solitudine in mare sarà diversa, mi aiuterà.
Ma la solitudine non ti aiuta, ti fa pensare, troppo”, scrive l’autrice a metà percorso.
Adesso, che è arrivata fino in fondo, ammette che un giro del mondo da sola non lo farebbe, ma nemmeno in equipaggio.
«In due, forse.
Col fidanzato».
  E il periplo d’Italia? «Navigare in solitaria è bellissimo, nessuno ti guarda e non hai ansia da prestazione.
Io sono una velista bravissima da sola, poi se qualcuno mi osserva divento mediocre.
È meno bello, invece, trovarsi da soli in rada.
Fare il [...]

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