Vigilantes della D'Annunzio narcotizzato e legato per rubare cinquemila euro

Cronaca 23 giugno 2014 Vigilantes della D'Annunzio narcotizzato e legato per rubare cinquemila euro Chieti, portiere di notte sotto choc: preso in ostaggio al Ciapi da tre banditi che prendono l’incasso di Medicina dello sport di Lorenzo Colantonio CHIETI.
Narcotizzato, legato e rapinato per 5mila euro di bottino.
L’assalto alla cassa del Centro universitario di medicina sportiva scatta alle 3,20 della notte tra sabato e domenica.
M.M., 30 anni di Chieti, portiere di notte della cooperativa pescarese Biblos, esce dal gabbiotto per fumarsi una sigaretta.
Ma un bandito lo aggredisce dal lato sinistro mentre un complice gli blocca il braccio destro e il terzo lo stende con una sostanza narcotizzante.
I tre gli legano le mani e i piedi con il nastro adesivo, quindi gli rubano sia le chiavi della cassaforte – se così si può chiamare, visto che è poco più di una cassetta di sicurezza – sia dell’auto parcheggiata lì accanto.
Dalla prima portano via l’incasso, di venerdì e sabato, del Centro universitario di medicina dello sport, cioè delle visite a pagamento mediche sportive e della riabilitazione a fornite nella struttura dell’Università D’Annunzio che ha sede nel Ciapi, in viale Abruzzo a Chieti Scalo.
Dall’auto invece gli rubano, anzi lo rapinano del computer.
Poi fuggono, scavalcando la recinzione, perché i due cancelli d’ingresso erano chiusi, e lasciando il portiere di notte steso a terra, legato come un capretto e privo di sensi.
Impiega un’ora M.M.
per riprendere conoscenza.
Quando si sveglia non chiama subito il 113: la prima cosa che fa è quella di avvisare il collega E.B.
che, quando arriva sul posto da Pescara, lo trova ancora con i piedi bloccati e telefona alla polizia.
Alle 5, la squadra volante è al Ciapi insieme alla squadra mobile e alla scientifica.
Ma il portiere rapinato è già in ospedale dove i medici gli refertano ferite e contusioni al polso destro giudicate guaribili in dieci giorni.
Passiamo alle indagini.
Le conducono l’ispettore superiore Bruno Gasbarri, il sovrintendente Leo D’Alessandro e l’assistente capo Alessandro Di Michelangelo, tutti della seconda sezione della squadra mobile.
Per ora ci sono le immagini riprese da una telecamera posizionata dalla parte del supermercato Conad, che confina con il Ciapi, e i rilievi delle impronte digitali lasciate sul nastro adesivo.
Ma le prime non dicono un bel nulla: la telecamera non ha ripreso i tre banditi entrare scavalcando da quel lato il recinto metallico.
Saranno entrati dalla parte opposta, quella del bar del [...]

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