Villa Floridiana

 Da Wikipedia, l'enciclopedia libera Villa Floridiana di Napoli Ingresso alla Villa Nel giugno 1815 Ferdinando IV di Borbone acquistò per la moglie Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia e, precedentemente, vedova del principe Benedetto III Grifeo di Partanna, la tenuta del principe Giuseppe Caracciolo di Torella, ampio appezzamento sulla collina del Vomero, dove si ergeva una imponente villa che, in onore della moglie, chiamò Floridiana.
L’acquisto da parte del Re, nel 1817, di proprietà confinanti fece guadagnare alla villa un nuovo ingresso in direzione di Chiaia.
L’architetto Antonio Niccolini ebbe l’incarico di ristrutturare la vecchia costruzione e tra il 1817 e il 1819 realizzò la villa in stile neoclassico e l’ampio parco di stile romantico.
Viali e sentieri furono sistemati a verde dal direttore dell’Orto Botanico Friedrich Dehnhardt che ornò il parco con 150 specie di piante tra cui lecci, pini, platani, palme, bossi e una ricca collezione di camelie.
Esterno La villa presenta una semplice pianta rettangolare arricchita da due brevi ali destinate a locali di servizio.
La facciata settentrionale, rivolta a monte, si sviluppa linearmente su due piani e, benché sia quella principale, si presenta in modo estremamente sobrio.
La facciata volta a mezzogiorno, invece, in virtù del forte scoscendimento del terreno, si articola su tre piani e prospetta direttamente sul mare.
Nella progettazione di tale facciata il Niccolini coniuga l’impiego di materiali e di stili fra loro diversissimi.
Ad un piano terreno costruito in scura pietra lavica egli contrappone i due piani sovrastanti con finiture di stucco bianco.
Su di una parte basamentale quindi si innesta una struttura neoclassica che termina con un semplice attico balaustrato, sormontato al centro da una meridiana inserita fra due cornucopie.
Le porte-finestre del secondo piano presentano una singolare centinatura ispirata al capitello ionico, così come ionici sono i capitelli delle quattro lesene che, in corrispondenza della parte centrale della facciata ne interrompono la piattezza.
Una scala a tenaglia divisa in due rampe simmetriche si protende verso lo scenografico scalone marmoreo che rappresenta il tramite simbolico tra la villa e il parco.
Interno Accanto agli appartamenti privati della duchessa e delle dame, Niccolini collocò una sala da pranzo, una piccola cappella a pianta rettangolare, un atrio colonnato che collegava tramite una scala all’appartamento sovrastante, una sala da biliardo, una delle udienze e una grande galleria.
Purtroppo [...]

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