Vince l'asse M5S-Renzi. E il Pd finisce già alle corde

Altro che «avvocato degli italiani», Conte è costretto a fare da arbitro tra i litigi della maggioranza.
Giuseppe Conte indossa un abito sempre più politico e si concede rassicurazioni e promesse sulla manovra e sui paventati aumenti delle tasse. Dettagli non ne concede, anche perché un accordo tra Pd e Cinquestelle non c'è e come ammette «ci manca ancora qualcosa per trovare la copertura», ma il premier mette in mostra una granitica certezza: «Sull'Iva c'è un equivoco, lavoriamo per ridurla non per aumentarla. Abbiamo trovato i 23 miliardi».
L'annuncio viene dato all'uscita da Palazzo Chigi, dove sono riprese le trattative di governo sul Def dopo il vertice notturno con il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri e i capi delegazione dei partiti, un summit durato quattro ore nel quale non si è trovata la quadra. Conte prova a rilanciare sul fronte della spesa. «Io non sono un mediatore, voglio essere un riformatore. Dobbiamo dare più soldi in busta paga ai lavoratori dipendenti - p...

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