Vincenza Sicari: “Curatemi, non sono una pazza”, lo sfogo su Corriere.it

Riportiamo un eccellente articolo di Marco Bonarrigo apparso su Corriere.it che riguarda la difficile vicenda di Vincenza Sicari costretta in Ospedale per una malattia misteriosa: Come può sentirsi una gazzella abituata a correre veloce per 800 chilometri al mese a essere rinchiusa da 800 giorni in una gabbia a forma di camera d’ospedale e spostata di mese in mese per l’Italia come un fenomeno da circo? La carriera Lo sa bene Vincenza Sicari, 37 anni, azzurra alle Olimpiadi di Pechino 2008, una delle pochissime donne della nostra atletica leggera capaci di correre la maratona in meno di due ore e 30’, tempo di valore mondiale.
Dal dicembre del 2014 la maratona di Vincenza si disputa tra i reparti ospedalieri di 15 città (tra cui Padova, Milano, Bari, Roma, Pavia, Napoli, Pisa e Torino) con un percorso tortuoso documentato da migliaia di pagine di cartelle cliniche ma ancora senza un capitolo fondamentale: quello della diagnosi e della cura.
La vita di Sicari, fatta di allenamenti massacranti e gare, comincia a fare «crac» nella primavera del 2012, mentre questa milanese trapiantata a Roma sta rifinendo l’allenamento per i Giochi di Londra.
Il suo curriculum comprende la partecipazione a Europei e Mondiali e la vittoria nelle maratone di Firenze, Torino e Padova.
Le avvisaglie Vincenza si accorge che il suo organismo comincia a non rispondere agli stimoli.
Londra diventa un miraggio.
«Nel 2013 — spiega Sicari, ricoverata dallo scorso novembre al Sant’Andrea di Roma dopo la dimissione dal policlinico di Bari — sono cominciate febbri violente e una cronica mancanza di forze.
Nel 2014 mi è stato diagnosticato un timoma, che sembrava essere la causa di tutti i miei mali.
Questo tumore raro è stato rimosso con un’operazione a Roma nel 2015 ma la situazione invece di migliorare è peggiorata.
Da oltre due anni sono paralizzata dalle gambe in giù».
Le diagnosi Di che male soffra Vincenza Sicari non l’ha capito nessuno.
In una diagnosi dello scorso settembre Claudio Mariani, primario all’Ospedale Sacco e ordinario di Neurologia all’Università Statale di Milano, punta il dito, tra le altre cose, su una possibile mutazione genetica evidenziata dalle analisi e così rara da non essere catalogata.
Nella testa di Vincenza si forma la convinzione di soffrire di una malattia autoimmune.
Mariani, per tentare un percorso curativo, scrive al ministro della Salute suggerendo un consulto di specialisti indipendenti e di alto livello che «mettano fine al girovagare della paziente».
Consulto mai effettuato [...]

Leggi tutto l'articolo