Vita di Gesù 11

DALLA PRIMA PASQUA FINO ALLA SECONDA I mercanti del Tempio § 286.
Dal battesimo di Gesù erano trascorsi pochi mesi: ormai era vicina la Pasqua del nuovo anno che, secondo le nostre prefe­renze giustificate a suo luogo (§ 176), era l'anno 28 dell'Era Volga­re.
Per questa Pasqua Gesù aveva deciso di compiere il pellegrinag­gio (§ 74), perciò partì da Cafarnao alla volta di Gerusalemme.
Giunto nella capitale e recatosi al Tempio, egli si trovò davanti alla solita scena che avveniva colà più che mai in occasione delle grandi feste.
L'atrio esterno del Tempio era diventato una stalla appestata dal fetore del letame, e risonava del muggito dei bovi, del belato delle pecore, del pigolar dei colombi, e soprattutto delle alte grida dei mercanti e dei cambiavalute istallatisi per ogni dove (§ 48); da quell'atrio si poteva solo remotamente udire una debole eco dei canti liturgici che s'innalzavano al di dentro e intravedere un debole chiarore della lontana luminaria sacra.
Altri segni religiosi non ap­parivano in quel vasto recinto, che si sarebbe detto una fiera di bestiame e un convegno di truffatori, piuttosto che l'anticamera della casa ove abitava l'immateriale Dio d'Israele.
Gesù era stato certamente testimone di tale scena altre volte nei suoi precedenti pellegrinaggi a Gerusalemme, ma allora la sua vita pubblica non era ancora cominciata; adesso invece la sua missione doveva svolgersi in pieno, ed egli doveva agire come avente autorità (Matteo, 7, 29; Marco, 1, 22) anche per dimostrare la sua missione.
Riunite perciò delle corde a mazzo, si dette a percuotere bestie e uomini, rovesciò tavoli di cambiavalute, sparpagliò a terra muc­chietti di monete, scacciò via tutti liberando il sacro recinto: Fuori di qua! Non fate la casa del Padre mio casa di traffico! (Giov., 2, 16).
- Non sta scritto “La casa mia casa di preghiera sarà chiamata per tutte le genti”? (Isaia, 56, 7).
Voi invece l'avete ridotta a spe­lonca di ladroni (Marco, 11, 17).
Già sei secoli prima il profeta Geremia aveva visto il Tempio ri­dotto a spelonca di ladroni (Ger., 7, 11); ma i sacerdoti e i magi­strati sacri contemporanei a Gesù dovevano pensare che la voce di Geremia era troppo lontana, mentre troppo vicino era il vantaggio che l'amministrazione del Tempio ricavava da tutto quel mercan­teggiare perché fosse conveniente farlo cessare.
E Gesù lo fece ces­sare a suon di flagelli.
§ 287.
In teoria non c'era nulla da eccepire, come ben vedevano gli stessi Farisei; ma in pratica si poteva sempre domandare a Gesù perché [...]

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