Vite interrotte la notte di capodanno. parte settima,

Il cervello sembrò volerle esplodere nella testa.
Come colpita da una crisi epilettica, Anna iniziò a sbattere con violenza il polso sul bracciolo della poltrona.
Ma, più erano i colpi, più la nenia dell'orologio andava aumentando.
-Il più bel regalo...il più bel regalo...il più bel regalo...- -Ciao, Anna- L'orrida cantilena terminò all'istante.
Ansante, la donna si accorse che l'orologio era tornato ad essere solo un orologio.
Le lancette, di nuovo tali, dicevano che la mezzanotte era appena scoccata.
Ancora scossa, ebbe però modo di rendersi conto di trovarsi nel nuovo millennio.
Ma chi aveva pronunciato quelle parole? I suoi occhi, velati dalle lacrime e dalla stanchezza, misero a fuoco una figura.
Si trovava quasi di fronte a lei, leggermente spostata sulla sinistra.
Pur non distinguendone il volto, dalla voce e dalla postura intuì che dovesse trattarsi di un uomo.
-Chi...chi sei?- disse tremando visibilmente.
L'uomo si mosse impercettibilmente, ma non rispose.
Anna cercò di alzarsi ma, con orrore, si accorse d'essere ancorata alla poltrona.
Eppure, nessuna corda o catena la stava trattenendo.
-So' cosa si prova.
Anch'io ebbi la stessa reazione, la prima volta- L'uomo si spostò ancora di qualche passo sino a che, col favore dell'unica fonte di luce, si mostrò completamente.
Anna sbiancò.
Il volto dell'uomo era la cosa più orripilante che avesse mai visto.
La pelle, un groviglio informe di carne morta, aveva lo stesso color ruggine del sangue secco.
La bocca non era più una bocca, quanto un osceno taglio irregolare e frastagliato.
Il naso non esisteva più, sostituito da una protuberanza simile a una proboscide di piccole dimensioni tranciata di netto.
Solo gli occhi, in quello scenario orribile, avevano mantenuto la loro brillantezza.
Leggermente ravvicinati, la stavano fissando con un'intensità tale da farle venire la pelle d'oca.
Strano che l'unica parte sana di quel volto le provocasse una simile reazione.
Nonostante ciò, non riusciva a staccarne lo sguardo.
Come due calamite, avevano il potere di distoglierla dalle orrende ferite che li circondavano.
-Ma non ci riuscirai, a meno che io non lo voglia- L'uomo si chinò sino a sfiorarle il volto col proprio.
Sopraffatta dalla nausea, Anna girò la testa di lato e urlò.
-Puoi gridare fin che vuoi, mia cara.
Ma, vedi, questa stanza è l'inferno, e nessuno si avvicina all'inferno.
Voltati!- Non voleva farlo, non voleva vedere di nuovo quel volto devastato che la fissava con occhi assurdamente normali.
-Voltati e guarda la biblioteca- proseguì Pietro [...]

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