Vivo successo e lunga ovazione finale per la prima nazionale di "Erano tutti miei figli" di Arthur Miller

NAPOLI – Un intenso, scavato Mariano Rigillo, una struggente Anna Teresa Rossini, guidati dall’incisiva regia di Giuseppe Dipasquale.
Vivo successo e lunga ovazione finale per la prima nazionale di “Erano tutti miei figli”, nuovo allestimento del capolavoro di Arthur Miller, che ha debuttato il 17 aprile, al Teatro Mercadante di Napoli.
E’ partita dalla città partenopea la tournée nazionale di uno spettacolo che ha conquistato il pubblico per la superba prova degli interpreti e l’innovativa concezione registica e scenica, mirata ad esaltare un dramma di grande attualità, che punta il dito contro la spregiudicatezza e la corruzione del sistema economico.
Un testo che lascia il segno, proposto nella traduzione di Masolino D’Amico e messo in scena da Giuseppe Dipasquale, direttore del Teatro Stabile di Catania, che produce l’allestimento in sinergia con Doppiaeffe Production s.r.l.
Compagnia di Prosa.
Particolarmente applauditi i protagonisti, due grandi nomi del panorama teatrale italiano: Mariano Rigillo nel ruolo del magnate Joe Keller e Anna Teresa Rossini in quello della moglie Kate.
Lo spettacolo sarà in scena al Mercadante fino al 28 aprile e poi al Teatro Verga di Catania dal 3 al 19 maggio.  Accanto a loro un cast di qualità che annovera Filippo Brazzaventre, Annalisa Canfora, Barbara Gallo, Enzo Gambino, Giorgio Musumeci, Ruben Rigillo, Silvia Siravo.
Le scene sono di Antonio Fiorentino; i costumi di Silvia Polidori; le luci di Franco Buzzanca.
«Nella prodigiosa struttura della pièce – evidenzia Giuseppe Dipasquale – convivono allegoria e stringente concretezza.
Un dramma familiare si fa paradigma dei traumi che travagliano ancora oggi la società postindustriale.
Un tono esteriore da “conversazione galante” rende anzi più inquietante la logica spietata su cui si fonda una ricchezza accumulata senza scrupoli, frutto di ciniche equazioni tra guadagno e disonestà, successo e frode, illegalità e menzogna.
A prevalere è il modello della società di massa, la ricerca acritica di un benessere solo economico, inconsapevole o peggio incurante di conseguenze funeste.
Laddove l’errore di un padre diventa incarnazione di un sistema perverso che minaccia i figli di tutti».
Pubblicato nel 1947, “Erano tutti miei figli” (All my Sons) è il primo grande successo teatrale di Arthur Miller, testo di svolta della carriera dello scrittore americano, adattato anche per il grande schermo, che precede il noto Morte di un commesso viaggiatore (Death of a Salesman) del 1949.
Il dramma è [...]

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