Voce in capitolo

L'accezione oggi più largamente usata dell'espressione avere voce in capitolo - "avere autorità, credito per intervenire in una discussione o nel prendere una decisione" - è figurata rispetto a quella originaria, propria del diritto canonico, nel quale significa "avere diritto di voto in un capitolo, avere diritto di parola nell’adunanza capitolare".
  Avere voce in capitolo, infatti, era detto in origine degli ecclesiastici che nei capìtoli - i collegi dei canonici addetti a una chiesa - avevano il diritto di parlare e di deliberare.
Da un punto di vista etimologico, è verosimile che il capitolo del diritto canonico debba essere ricollegato alla locuzione latina ire ad capitulum «andare alla lettura di un capitolo delle Sacre Scritture".
In senso piu' lato,nellinguaggio corrente, si utilizza anche con riferimento alla possibilità di intervenire su questioni riservate alla decisione di organi competenti su determinate materie.

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