Voglia decisioniste e non: l'Italia è un feudo di Berlusconi?

L'ultima presa di posizione la dobbiamo al presidente del Senato Schifani, che in un certo senso addossa a Veltroni l'avvelenamento del clima politico.
Vediamo come sono andati i fatti.
La conduttrice di "Domenica In" Monica Setta chiede conto a Schifani delle dichiarazioni di Walter Veltroni sul rischio di autoritarismo e sul paragone Vladimir Putin-Silvio Berlusconi.
A questo il presidente del Senato replica: «Registro un pericolo, un poco, di avvelenamento del clima politico».
Il concetto era stato precedentemente espresso altrimenti dalla Marina Berlusconi in un'intervista al Corriere della Sera del 2 Ottobre scorso (vedi link): "Il mondo è in crisi e Walter Veltroni parla di regime..." Si dice autoritarismo, regime, dittatura, ecc., ma che cos'è l'autoritarismo se non il censurarsi, calare la testa di fronte a un ministro come Brunetta che minaccia di toglierti la pensione se ti ammali e soffri di una malattia cronica, quindi andrai a lavoro anche se hai la bronchite o altro? Questo blog da alcuni mesi raccoglie testimonianze di intimidazioni, di pressioni velate e aperte da parte dei datori di lavoro e superiori circa la voglia di protestare dei lavoratori che viene invece censurata e stigmatizzata.
Prendiamo quindi l'esempio, tratto stavolta dalla lettura dell'editoriale di Barbara Spinelli su La Stampa di oggi e dal titolo "Wall Street Main Street".
L'episodio, già citato, riguarda la discutibile memoria storica di Marina Berlusconi, che ammanta di sano decisionismo un suo dire: "Con questo tsunami che sta scuotendo l’economia mondiale e la speculazione che ha messo nel mirino anche le nostre banche».
È a questo punto che stupefatta si è domandata: come mai, se così stanno le cose, l’opposizione invece di criticare questo o quel provvedimento «tira ancora in ballo il rischio di regime»? Anche noi, molto umilmente e più stupidamente, consigliamo a Berlusconi Junior e Senior di andarsi a rileggere un po' di storia europea, specie quella della Germania fra il 1929 e il 1933.
In quegli anni l'economia, l'urgenza di decisioni, la situazione critica furono le scusanti per l'annullamento della democrazia, dei poteri di controllo e bilanciamento dello Stato liberale.
Sopportare una parte di classe politica chiaccherona e inconcludente NON è motivo per eliminare qualsiasi discussione dall'orizzonte politico medesimo.
Chi è entrato in Mediobanca avendo le "spalle coperte" dal paparino presidente del consiglio (quanto meno, la cosa fa pensare) dovrebbe considerare l'Italia NON come il consiglio [...]

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