WALL STREET JOURNAL ATTACCA BERLUSCONI

"Sul fronte economico - scrive il giornale Usa- Berlusconi ha deluso nella sua ultima performance da capo del governo.
Giudicando dalle sue promesse prima delle elezioni-lampo indette per il mese prossimo in Italia, nelle quali è il favorito, un suo terzo mandato come premier non sarà una meraviglia".
Ma in particolare il prestigioso foglio economico attacca il Cavaliere sul caso Alitalia.
'La scorsa settimana - afferma - Berlusconi ha fatto una sortita contro la proposta vendita dell'Alitalia.
I suoi vagheggiamenti potrebbero ben presto corrispondere a scelte di governo ufficiali e mandare a monte l'unica cosa che ancora si frappone alla compagnia di bandiera e alla sua bancarotta.
Non solo: sono anche un segnale della sua mancanza di impegno per realizzare le riforme economiche".
Il WSJ ripercorre la storia della compagnia italiana che ha portato Prodi a scegliere AirFrance e attacca ancora il capo del PdL: "Nell'ultima parte del suo governo tra il 2001 e il 2006 - afferma l'editoriale - Berlusconi non trovò alcun salvatore per l'Alitalia.
Al contrario, si mostrò irresoluto mentre il debito della compagnia cresceva, raggiungendo qualcosa come 1,3 miliardi di euro a gennaio scorso.
Gli elettori italiani potrebbero chiedere a Berlusconi perché non ha venduto le azioni Alitalia mentre ancora valevano qualcosa.
Negli ultimi due anni il valore della campagnia sul mercato azionario si e' ridotto del 70 per cento".
Il giornale Usa cita anche il leader del Pd: "Il leader del partito di centro sinistra, l'ex sindaco di Roma Walter Veltroni, accusa Berlusconi di fare della retorica populista in funzione elettorale", ma l'ex premier potrebbe essere attaccato ancor più duramente "per la sua incapacità di sistemare l'economia italiana quando ne aveva la possibilità".
Il Cavaliere infatti "aveva promesso riduzioni fiscali, riforme nel mercato del lavoro e liberalizzazioni, mancando gran parte degli obiettivi.
Il Pil è cresciuto complessivamente del 3,6 per cento nei cinque anni del suo governo; peggio dell'8,6 per cento della Francia e persino del 4,5 per cento della Germania nello stesso periodo, ben al di sotto del 17,7 per cento del pil spagnolo o del 13,4 per cento di quello britannico".
Il Wall Street Journal attacca anche i sindacati italiani, perché"opponendosi sistematicamente con scioperi continuati e impedendo le ristrutturazioni hanno contribuito a creare le disgrazie della compagnia", mentre "farebbero bene a ricordare la fine della compagnia di bandiera belga Sabena, che per il rifiuto continuato di fare [...]

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