WAYNE SHORTER - OLTRE LA VITA OLTRE LA MORTE / 2 PARTE

L'incontro con il buddismo Le condizioni della bambina peggiorano.
Soffre di attacchi improvvisi, quasi letali e spesso deve essere portata in ospedale a sirene spiegate.
Una volta, di ritorno da una tournée, Wayne trova con stupore Ana Maria seduta davanti a una pergamena scritta a mano, mentre recita un mantra giapponese.
Lei gli spiega che un amico comune, Herbie Hancock, le ha parlato del Buddismo di Nichiren Daishonin.
La speranza che le hanno trasmesso le sue parole l’ha incoraggiata a provare.
«Mia moglie leggeva ogni giorno complicati sutra e recitava Daimoku fino a notte tarda.
Mi chiedevo come si potesse impegnare così tanto in una religione straniera, ma d’altro canto ero estremamente impressionato dal modo in cui si dedicava alla felicità di nostra figlia grazie a questa pratica.
Sei mesi più tardi cominciai a recitare Daimoku anch’io».
A causa del blocco al cervello, la piccola Iska può recepire parole e sentimenti di chi la circondava, ma non è in grado di esprimere i propri.
«Per noi era inconcepibile l’idea che non si potesse esprimere.
Nostra figlia era sicuramente molto impaziente, tuttavia ci corrispondeva sempre con un sorriso che rispecchiava il suo cuore.
Non ci ha mai dimostrato rabbia».
Wayne ritiene intimamente che la figlia, tramite il suo comportamento, voglia insegnare ai genitori la verità della vita.
Il Grammy Award La vita di Iska, breve e ricca di valore, si spezza a quattordici anni.
«Dopo la sua morte io e mia moglie abbiamo spesso discusso del perché Iska avesse scelto proprio noi, nascendo come nostra figlia.
Cosa voleva insegnarci con la sua breve vita? La risposta era che voleva portarci a conoscere il Gohonzon.
Iska ha creato tra me e mia moglie un legame per l’eternità.
Se nostra figlia non fosse stata malata noi avremmo semplicemente vissuto come una star della musica e sua moglie, due persone “nate con la camicia”.
Nient’altro avrebbe potuto risvegliare il nostro interesse verso una religione asiatica.
Solo nostra figlia poteva farci conoscere questa filosofia.
Tramite la fede abbiamo trovato il coraggio di superare insieme le difficoltà della nostra famiglia e di approfondire il nostro legame come coppia.
Attraverso l’esperienza comune della vita e della morte di nostra figlia ho acquisito l’incrollabile convinzione di non dover mai fuggire, qualunque difficoltà possa pararmisi innanzi, e che non avrò mai paura della morte».
Attraverso questa esperienza Wayne può approfondire la propria fede.
«Eravamo felici di poter mettere a disposizione la [...]

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