WOJTYLA A RATZINGER: MA DI QUALE "PORTA DELLA FEDE" PARLI?!

WOJTYLA A RATZINGER: MA DI QUALE "PORTA DELLA FEDE" PARLI?! una vecchia lezione di catechesi di Giov.
Paolo II....   a cura di FEDERICO LA SALA     oggi, nessuno ne sollecita la correzione del titolo.
Che lapsus!!! O, meglio, che progetto!!!MA QUALE "PORTA DELLA FEDE"?! MARIA, "LA PIENA DI GRAZIA" E IL DOGMA DELL'ASSUNZIONE.
Una lezione di catechesi di Giovanni Paolo II (1996) e una nota di Salvatore Perrella dall'Osservatore Romano ratzingerianoSE UN PAPA TEOLOGO SCRIVE LA SUA PRIMA ENCICLICA, TITOLANDOLA "DEUS CARITAS EST" ("CHARITAS", SENZA "H"), E’ ORA CHE TORNI A CASA, DA "MARIA E GIUSEPPE", PER IMPARARE UN PO’ DI CRISTIANESIMO  "LA PIENA DI GRAZIA"  di Giovanni Paolo II  Udienza generale Mercoledì, 8 maggio 1996 *1.
Nel racconto dell’Annunciazione, la prima parola del saluto angelico: "Rallegrati", costituisce un invito alla gioia che richiama gli oracoli dell’Antico Testamento rivolti alla "figlia di Sion".
Lo abbiamo rilevato nella precedente catechesi, enucleando anche i motivi su cui tale invito si fonda: la presenza di Dio in mezzo al suo popolo, la venuta del re messianico e la fecondità materna.
Questi motivi trovano in Maria pieno compimento.L’angelo Gabriele, rivolgendosi alla Vergine di Nazaret, dopo il saluto chaire, "rallegrati", la chiama kecharitoméne, "piena di grazia".
Le parole del testo greco chaire e kecharitoméne presentano tra loro una profonda connessione: Maria è invitata a gioire soprattutto perché Dio l’ama e l’ha colmata di grazia in vista della divina maternità! La fede della Chiesa e l’esperienza dei santi insegnano che la grazia è fonte di gioia e che la vera gioia viene da Dio.
In Maria, come nei cristiani, il dono divino genera una profonda letizia.2.
Kecharitoméne: questo termine rivolto a Maria appare come una qualifica propria della donna destinata a diventare la madre di Gesù.
Lo ricorda opportunamente la Lumen gentium, quando afferma: "La Vergine di Nazaret è, per ordine di Dio, salutata dall’angelo nunziante quale "piena di grazia"" (LG 56).
Il fatto che il messaggero celeste la chiami così conferisce al saluto angelico un valore più alto: è manifestazione del misterioso piano salvifico di Dio nei riguardi di Maria.Come ho scritto nell’Enciclica Redemptoris Mater: "La pienezza di grazia indica tutta l’elargizione soprannaturale, di cui Maria beneficia in relazione al fatto che è stata scelta e destinata ad essere Madre di Cristo" (n.
9).
"Piena di grazia", è il nome che Maria possiede agli occhi di Dio.
L’angelo, infatti, secondo il [...]

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