Walter, nonostante tutto

  Camminiamo insieme? Sì, camminiamo insieme.
Dove andiamo? A cambiare l’Italia.
Quanti siamo? Tantissimi.
Cosa ci contraddistingue? La capacità di crederci ancora.
Walter ci ha donato un sogno: un’Italia nuova, più pulita, più vera.
L’Italia della gente comune, delle donne, degli uomini, dei giovani, dei lavoratori.
E’ grazie a lui se, in tanti, ed io non faccio eccezione, ci siamo risvegliati da uno strano torpore che ci ha investiti.
Lui, il nostro Walter, è già in giro per l’Italia, la sua Italia, la nostra Italia, l’Italia di tutti noi, che lavora, combatte, ama, sogna, che soffre, che sorride, che sente nel profondo di voler rialzare la testa.
Al chiuso di affollate sale-convegni, intanto, il PD si ritrova per decidere le candidature.
Non è semplice.
Non c’è niente di scontato.
Saranno candidature che, se sostenute dal consenso della gente, diverranno donne e uomini con un compito preciso: migliorare l’Italia.
Parliamone, allora.
E’ accaduto anche a Matera, questa sera, in una sala convegni affollatissima nella quale i polmoni sembravano faticare nella ricerca continua di aria.
Il nostro giovane segretario regionale ha aperto il dibattito.
Una relazione che non si è persa nei meandri del politichese, ma che è giunta al cuore dei problemi.
Perché sì, i problemi ci sono e non possiamo nascondercelo.
I problemi hanno nomi e cognomi, storie vissute, curricula vasti, dignità.
I problemi sono quegli uomini che non potranno essere ricandidati per far spazio ad “altro”, intendendo per “altro” la quota di 1/3  di candidature “rosa”, ma anche nomi nuovi, nomi capaci di aggregare la società comune.
Ed in aggiunta, “altro” sono anche gli “amici” che vanno ricompensati..
Mi spiego.
L’Udeur lucano massicciamente ha scelto di salutare il dio di Ceppaloni per tener fede all’impegno con gli elettori che hanno votato il partito del campanile come componente del centrosinistra, dando vita ai “Popolari Uniti”.
Una risorsa da custodire gelosamente.
Forse.
Ed ecco che negli interventi si sottolinea la necessità di “tendere una mano” ai Popolari Uniti, così come a quei socialisti che non hanno scelto la linea di Boselli.
Semplicemente, siamo a due.
Due postazioni che vanno ad “amici vicini e lontani” che più o meno giustamente devono rimanere tali.
Ecco, sì, parliamo in termini di postazioni.
Secondo stime non si sa quanto realistiche per il PD lucano si ipotizza l’elezione di sei parlamentari.
Due alla Camera dei Deputati, quattro al Senato.
Sei in tutto.
E se [...]

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