XYLELLA FASTIDIOSA

È irritante la spregiudicatezza della cicala sputacchina il cui batterio non mostra alcun riguardo per la maestosità degli ulivi, anzi li attacca a livello dei vasi linfatici fino a farne alberi-ombra; probabilmente non è saggio scrivere lasciandosi guidare da un'emotività in debito col palpito degli affetti, ma chi sin da piccolo ha educato la vista a spazi più o meno sterminati, ombreggiati da fronde verdi-argento, non può non percepire come ingannevole la loro decimazione giacché vi scorge la volontà squisitamente umana di declinare l'impegno.
Che Al Bano sia un mio corregionale non ha mai costituito motivo d'orgoglio per me, ma il caso Xylella che lo vede in prima linea contro l'abbattimento degli ulivi lo affratella a tutti quei pugliesi che hanno escluso l'illogicità dal proprio orizzonte emotivo, e dunque anche a me.
Che nel reticolo di luci e ombre degli ulivi continuo a trovare una via di fuga, quantunque illusioria ed effimera, dalla mia condizione di irreparabile infelicità.

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