Yara, Bossetti alla madre: "E' vero che sono figlio di Guerinoni?"

Yara, Bossetti alla madre: "E' vero che sono figlio di Guerinoni?"Ester Arzuffi non è ancora andata a trovare il figlio dopo 36 giorni di isolamento Pubblicato il 22/07/14 da Affaritaliani.it in Cronaca|TAGS: bossetti, yara, video Yara, Bossetti tra indizi e smentite ultimi_arrivi..
vai alla fotogallery›     Massimo Giuseppe Bossetti, in carcere con l'accusa di aver ucciso Yara Gambirasio,come riporta il corriere.it, vorrebbe porre una domanda alla madre: "Ma sono davvero figlio di Guerinoni?".
Ma al momento, da 36 giorni in isolamento, non l'ha potuto fare.
Ester Arzuffi non è ancora andata a trovarlo.
C’è il marito Giovanni Bossetti che non sta bene e ci sono probabilmente altri motivi e scelte personali e familiari che restano nel riserbo dei suoi pensieri.
Lei nega l’evidenza indicata dal test del Dna secondo il quale il padre del suo Massimo è l'autista di Gorno morto nel 1999.
Non dev'essere facile trovarsi faccia a faccia con il figlio, colpevole o innocente (come lui continua a dirsi) che sia, e parlarne.
Sentirsi ripetere quelle domande con gli occhi azzurri, così li ha Bossetti, fissi negli occhi blu, così li ha Ester.
Il punto è: davvero il carpentiere di Mapello non sapeva nulla? No, secondo la sua versione.
Intanto migliaia di persone sono state sentite per il prelievo del Dna da quando Yara è scomparsa nel novembre 2011.
Tra queste anche molte persone vicine al presunto killer Massimo Bossetti.
L’uomo che oggi è accusato di aver ucciso Yara Gambirasio era attorniato da persone, familiari, amici e conoscenti, che venivano chiamate dai carabinieri per un prelievo di saliva, utile per un confronto con il Dna isolato dai vestiti della ragazzina.
Eppure lui non è stato chiamato nonostante il suo telefonino avesse agganciato la cella di Mapello alle 17,45 del 26 novembre, un’ora prima che Yara sparisse: perché? Un retroscena sulle indagini c’è, secondo quanto ricostruisce il Corriere di Bergamo: c'è il dubbio di un pasticcio sugli elenchi delle celle telefoniche.
Perché diversi sono i soggetti incaricati delle indagini che utilizzarono i dati forniti dalle compagnie di telefonia sugli utenti che il 26 novembre, o nei giorni precedenti e successivi, avevano agganciato le celle della zona di Brembate Sopra e dell’Isola bergamasca.
Iniziarono i carabinieri del nucleo investigativo di Bergamo a concentrarsi sulle celle telefoniche, acquisendo dalle diverse compagnie di comunicazione una serie di "supporti hardware", quindi cd o dvd, contenenti migliaia di file compressi, mettendoli su due [...]

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