Yves Klein: Le Vide, 1958

Il precursore francese della Body Art, Yves Klein, realizzò più di mille tavole in soli sette anni, ed è noto soprattutto per i suoi dipinti monocromi.
Ognuno di noi è a conoscenza delle tavole totalmente dipinte di Blu, la tonalità su cui l'artista decise di concentrarsi e di cui ne creò la "più perfetta espressione" nel 1956, un oltremare saturo e luminoso, che doveva unificare il cielo e la terra e dissolvere il piano dell'orizzonte.
Nei suoi lavori immateriali, una sua celebre opera performativa, avvenuta il 28/04/1958 nella Galleria Iris Clert di Parigi, prevedeva che gli acquirenti sperimentassero Il vuoto. Klein eliminò tutto l'arredamento della piccola galleria di soli 20m², ed in 48 ore pitturò di bianco l'intera stanza, con lo stesso solvente che usava per le sue tele monocrome.
Intervennero più di tremila persone, cui era loro servito un cocktail blu, preparato per l'occasione. I visitatori si sentirono ispirati dalla freschezza della peregrina ed eccentrica idea, che considerarono come l'opportunità di dividere un'esperienza del qui ed ora, una manifestazione della profonda visione dell'artista, liberato dalle restrizioni del tempo e dello spazio, ai limiti di ogni percezione.
  "Non esistono limiti obiettivi all'espressione artistica, né nel contenuto, né nella forma.
L'unica autorità che ho sempre riconosciuto è la voce dell'intimo." Il Vuoto per Klein è senza influenze materiali, un'area dove entrare in contatto con la propria sensibilità, per vedere la realtà come appare nella sua essenza, oltre la rappresentazione.
Klein esprimeva i suoi atti creativi strappando alla forma artistica l'intero contenuto: i dipinti non avevano immagini, i libri erano senza parole, la musica era una sola nota senza composizioni.
La pienezza delle cose, i pieni poteri, come nel vuoto, nella loro assenza.

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