ZAGREBELSKY NON VEDE L'ELEFANTE NEL CORRIDOIO

Quando si criticano le idee di qualcuno, è buona norma riportare citazioni, per dimostrare che non gli si attribuiscono opinioni non sue.
Ma nel caso dell'articolo di Gustavo Zagrebelsky(1), ciò si è rivelato impossibile.
Il lunghissimo editoriale (circa 1.650 parole) per almeno due terzi non fa che esprimere lo stesso concetto: in Italia viviamo un'eclissi della politica e il governo non fa che applicare una sorta di pensiero e di programma unico.
Il dibattito langue, le proposte latitano, chi vorrebbe contestare, discutere, ipotizzare qualcosa di diverso, è visto come un nemico.
Qualcuno che fa perdere tempo e impedisce di "lavorare".
Per la classe dominante non si tratta di inventare qualcosa, ma di applicare un protocollo: e ciò spiega al passaggio perché si siano avuti governi "tecnici".
L'impressione è che l'intero Paese - governo, parlamento, giornali e popolo - sia rassegnato ad una sorta di "necessità" .
Si è obbligati a pensare e a fare tutti la stessa cosa.
Il governo non è ...

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