Zaccheo

Domenica 4 novembre – parroco Sap 11,22-12,2  2Tm 1,11-2,2  Lc 19,1-10 L’episodio di Zaccheo ci introduce in un tema di attualità:nel salmo responsoriale abbiamo pregato dicendo “La gloria di Dio è l’uomo vivente”.
Gesù è venuto a salvare ciò che era perduto: l’uomo vivente a gloria di Dio.
L’uomo vivente è chi vive in pienezza la sua personalità: la dignità dell’uomo è nel suo corpo e nel suo spirito.
Zaccheo era un uomo riuscito: stava bene economicamente e socialmente, ma è chiamato in causa per il suo spirito.
Anche chi dice di non credere in Dio ama gli altri e questo vuol dire che ama qualcosa che va al di là dell’aspetto fisico.
Zaccheo è un uomo non contento: allora dice: “proviamo a vedere Gesù”, per curiosità e quanto lo incontra Gesù lo chiama.
Zaccheo trova una misura nuova: acquista un nuovo modo di guardare le cose.
Pensiamo a don Benzi, morti in questi giorni:  c’è una umanità in cui è stata espropriata la dignità; le ragazze espropriate di se stessi.
Nessuno è perduto, perché la dignità di ogni persona viene da Dio ed è legata alle esperienze fisiche ed anche spirituali.
Se ci si ferma all’aspetto fisico, si taglia in mezzo una persona.
La dignità di una persona sta in tutta la sua esperienza fisica, dono di Dio, e la sua esperienza morale, spirituale, religiosa.
Per molti oggi il cammino è recuperare valori morali e poi si arriva a capire che questi valori sono fondati su qualcosa di più profondo.
Facciamo dialogare la fede e la scienza; il logos è la ragione  abitata dalla fede.
La scienza da sola distrugge se non c’è il cuore che la sostiene.
I valori spirituali sono una persona: Gesù, il figlio di Dio fatto uomo.
Il Signore non dà mai nessuno per perduto: sono figli suoi e fa di tutto per recuperarli; gli basta uno spiraglio per farsi avanti.
Quando accettiamo Gesù nel dialogo, Lui non dice tante parole, ma scava nel cuore.
E’ come l’innamoramento che diventa poi scelta di vita: Gesù tira in ballo tutta la persona.
Vediamo di dialogare con il Signore: ci fa recuperare la pienezza della nostra personalità, per vedere con occhio nuovo tutti i nostri rapporti: con Dio, con il mondo, con gli altri.
E’ il disegno di Dio: tutto è creato per amore ed il peccato lo ha “disfatto”; il dialogo con Dio, recuperando la persona dell’uomo, recupera tutta la creazione.
Si fa nuovo l’uomo e così si fanno nuove tutte le cose che incontriamo.
L’uomo in pienezza rende completo tutto il creato.

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