Zebra in corsa

Nitriti da capolista orgogliosa e che spera di confermarsi e continuare a scalare i vertici europei.
Ed il merito di un allenatore campione di razza, che vuole scommettere sulle sue capacità non solo tecniche.
Il suo passato di calciatore è stato di crescita continua e sostenuta nell'ambito del club più vincente d'Italia, a contatto con star del calcio e palloni d'oro, fino a lasciare da capitano e leader sul campo, alla fine vincente e trascinatore.
E da allenatore continua ad inseguire la sua parabola  slanciata in un'orbita che continua a salire, dedicando anima e corpo alla sua squadra, la stessa con cui ha vinto da calciatore e che ora vuole portare in cima anche in Europa.
Avere un progetto condiviso, esserne protagonista principale e poter contare sull'affetto dei tifosi e la stima dei giocatori non è una condizione generalizzata.
Godere della stima del presidente, del supporto della dirigenza sportiva e della tifoseria è certamente alla base della sua dichiarata scelta di proseguire con il club che ha voluto, che ritiene importante e che con tutte le forze ha contribuito a rilanciare.
Leggendo gli articoli della stampa che evidenziano la sua scelta convinta e razionalmente spiegata, c'è non solo l'impressione, quasi la certezza, che le annate buone possano proseguire e che la Juve, indipendentemente dagli ostacoli che dovrà affrontare, possa proseguire a rimanere stella e spot del calcio italiano come nessun'altro dei nostri club.
La filosofia è infatti ben consolidata e mira a costruire una forte e competitiva squadra che gioca per imporre il proprio calcio; ed il suo organico è soprattutto di giovani talenti in prevalenza italiani; la sua casa è uno stadio nuovo e unico in Italia, realizzato con i propri mezzi e che può attrarre ancora nuovi investimenti indispensabili a far crescere il collettivo.
Se ci sono campioni, sono campioni esplosi nella Juve e portati a bordo di un progetto ambizioso  ed illuminante, che anche le altre nobili del calcio italiano non possono  evitare di emulare.
Eppure, nonostante quanto sopra, una parte di pseudo-tifosi vorrebbe associare la Juve all'antisportività, perchè squafdra di furbi, di ladri, di truffatori.
Lasciamoglielo pure dire, tanto nessuno onesto intellettualmente potrà ritenere veritiere quelle considerazioni.
Diciamo che anche contro il Celtic abbiamo vinto barando, che ci è stato regalato qualcosa.
Alla fine, ogni partita restituirà nei fatti una realtà molto diversa: gli aiutini, che continuano ad esserci (ma non per la Juve) anche dopo calciopoli [...]

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