Zero, Nessuno e Nulla – Filosofia Greca, il ragionamento logico di Platone

L'accezione logica, dovuta a Platone (III secolo a.C.), che mostra in che modo si possa correttamente ammettere la realtà del NULLA come NON-ESSERE, introducendo la distinzione tra opposizione e alterità, il carattere di ciò che è o si presenta come "altro", cioè come diverso, come non identico.
Quando diciamo il NON-ESSERE, non affermiamo un che di contrario all'ESSERE, ma soltanto un diverso.
Platone pensa il NULLA come NON-ESSERE dell'essere di qualcuno, quindi come alterità, diversità del "ciò che è".
Platone parla del NON -ESSERE relativo, visto che: la proprietà della non-esistenza può avere senso solo in seguito all'affermazione dell'esistenza, mentre non è vero il viceversa, ovvero che l'esistenza di un'entità ha senso solo se è affermata la sua non-esistenza.
  Esemplificando si può dire che: esiste una mela, perché si ha esperienza della sua esistenza assaggiandola, mentre non si può definire l'esistenza di ciò che è inesistente, non potendo mordere la mela.
Quindi dall'esistenza si può derivare la non-esistenza, mentre non si può fare il processo inverso.
 

Leggi tutto l'articolo