Zero, Nessuno e Nulla – Matematica di Fibonacci, lo ZERO planetario

La prima comparsa in Europa della numerazione indiana, priva però dello ZERO, risale al Codice Virgiliano del 976 d.C., una raccolta di documenti storici e di testi, redatto da tre monaci del monastero di Albeda in Spagna.
Il primo a diffondere in Europa il sistema posizionale della numerazione indiana, completo dello ZERO e delle relative tecniche di calcolo, è stato nel 1202, il matematico pisano Leonardo Pisano detto il Fibonacci.
Fibonacci , basandosi sul "Sind Hind" arabo, traduzione in arabo del trattato "L'apertura dell'universo" dell'indiano Brahmagupta, scrisse nel 1202 il "Liber Abaci".
Scrive Fibonacci: Novem figure indorum he sunt 9 8 7 6 5 4 3 2 1.
Cum his itaque novem figuris, et cum hoc signo 0, quod arabice zephirum appellatur, scribitur quilibet numerus, ut inferius demonstartur.
Che tradotto significa: Le nove figure delle Indie sono 9 8 7 6 5 4 3 2 1.
Con queste nove figure, e con il segno 0, che gli arabi chiamano zephirum, è possibile scrivere qualunque numero, come dimostrerò tra poco.
  Nonostante l'azione di Fibonacci il sistema indiano rimane utilizzato esclusivamente dai matematici fino al XV secolo, per poi diffondersi tra la popolazione tramite l'avvento della stampa.
Oggi il sistema di numerazione arabo-indiano è diffuso in tutto il pianeta.
Quello che cambia in alcuni paesi sono solo i caratteri per indicare le cifre; anche in Cina e Giappone, pur potendo utilizzare ideogrammi come cifre, sono prevalenti le cifre occidentali che usiamo comunemente.
 

Leggi tutto l'articolo