Zygmunt Bauman ,Un mondo senza regole. Perché se manca la solidarietà essere liberi è solo un’illusione

Un mondo senza regole.
Perché se manca la solidarietà essere liberi è solo un’illusionedi Zygmunt Bauman (la Repubblica, 5 settembre 2012)     «Chi ha detto che dobbiamo stare alle regole?» La domanda appare con grande rilievo in testa al sito internet locationindependent.com.
Immediatamente più in basso, viene suggerita una risposta: «Sei stufo di dover seguire le regole? Regole che ti impongono di ammazzarti di lavoro e guadagnare un mucchio di soldi in modo da permetterti una casa e un mutuo imponente? E lavorare ancora più duramente per ripagarlo, sino al momento in cui avrai maturato una bella pensioncina [...] e finalmente potrai iniziare a goderti la vita? A noi quest’idea non andava - e se non va neanche a te, sei finito nel posto giusto».Leggendo queste parole non ho potuto fare a meno di ricordare una vecchia barzelletta che circolava all’epoca del colonialismo europeo: mentre passeggia tranquillo per la savana, un inglese che indossa gli irrinunciabili simboli di un compìto colonialista, con tanto di elmetto di ordinanza, s’imbatte in un indigeno che russa beato all’ombra di un albero.
Sopraffatto dall’indignazione, per quanto mitigata dal senso di missione di civiltà che lo ha portato in quelle terre, l’inglese sveglia l’uomo con un calcio, gridando: «Perché sprechi il tuo tempo, fannullone, buono a nulla, scansafatiche?».
«E cos’altro potrei fare, signore?», ribatte l’indigeno, palesemente interdetto.
«È pieno giorno, dovresti lavorare!».
«Perché mai?», replica l’altro, sempre più stupito.
«Per guadagnare denaro!».
E l’indigeno, al colmo dell’incredulità: «Perché?».
«Per poterti riposare, rilassare, goderti l’ozio!».
«Ma è esattamente quello che sto facendo!», aggiunge l’uomo, risentito e seccato.Beh, il cerchio si è chiuso: siamo forse arrivati alla fine di una lunga deviazione e tornati al punto di partenza? Lea e Jonathan Woodward, due professionisti europei estremamente colti e capaci che dirigono il sito locationindependent citato prima, stanno forse riconoscendo, esplicitamente e direttamente, senza tanti giri di parole, un concetto premoderno, innato e intuitivo che i pionieri, gli apostoli e gli esecutori della modernità avevano screditato, ridicolizzato e tentato di estirpare quando esigevano invece che le persone lavorassero duramente per tutta la vita e che solo in seguito, alla fine di interminabili fatiche, iniziassero a «spassarsela»?!Per i Woodward, così come per l’«indigeno» del nostro aneddoto, l’insensatezza di una [...]

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