a Fonte Avellana il tasso antico più della scoperta dell'America

A proposito di “esplosioni lentissime di un seme”, come Bruno Munari definiva gli alberi, il tasso merita davvero un posto di rilievo.   La sua crescita infatti è forse una delle più lente tanto che in cento anni una pianta può raggiungere pressapoco un diametro di 20 centimetri.  Ma questo tasso, nascosto nella vallata sotto al  monastero di Fonte Avellana, di secoli sembra averne vissuti molti.
La tradizione locale dice che fu piantato quando fu fondata l’Abbazia, nel 980 dC. Esagerazione, a quanto pare, dovuta all’affetto. Con i suoi 4,75 metri di circonferenza è forse il tasso più grande d’Italia e forse il più longevo, ma  in ogni caso la sua età stimata è circa 600 anni.
Come dire che il tasso ancora forse non c’era quando il Padre Dante passò di qui come dimostra la descrizione che fa del Monastero nella Commedia, nel ventunesimo canto del Paradiso nell'incontro con San Pier Damiani, che aveva guidato la comunità dell'Avellana.
«Tra' due liti d'Italia surgon sassi, e non molto ...

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