accadrà ieri (29/07/03)

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ieri che i livelli gerarchici si sono mugugnati contro, tra ritardi e rincorse...
sempre si corre..
si corre a fare un documento dopo 6 ore di riunione...
in 5 a proporre, condividere, brainstormizzare...
una schiava a rimettere a posto.
MA E' GIUSTO! perché ognuno ha un ruolo nella vita e dopotutto siamo nati per soffire, la vita è bastarda ed è un mondo difficile! ma poco male tanto alla sera mi aspetta un divano che mantiene ormai la forma del mio corpo, o forse dovrei dire del mio cadavere...
mi ci spalmo orizzontale come una colata di Nutella su una fetta di pane toscano e attendo il mio destino...
che si manifesta in un'ottima cassetta di un ottimo blockbuster (NOOOOO! io sono contro queste multinazionali che spammano i loro negozi in giro per il mondo, colorando della loro omologata brand identity le nostre città e spersonalizzandole dei loro particolarismi locali, sfruttando pure la manodora giovanile per costringerli a orari di lavoro infamanti...
SSSHHHHCCCCTTT!...
zitta!...
scusate, l'identità no global ha momentaneamente preso il sopravvento, riportata al controllo da quella comodosa consumistica).
dicevo..
un ottimo blockbuster con un Ozpetek primi tempi che racconta...
e i racconti si aprono come scatole cinesi l'uno dentro l'altro...
come le stanze del palazzo del Sultano, con porte e passaggi che conducono a nuovi ambienti, nuove sale, nuovi spazi, dove gli amori si consumano, i tradimenti pure, e le malvagità trovano spazio tra i broccati e i tappeti, nelle luci soffuse che illuminano e sfumano ogni angolo della reggia ......e come una matrioska che nasconde sempre una nuova forma femminile, una donna racconta di una donna che racconta di una donna che viveva in un Harem, dove il lusso e l'ozio erano sufficienti contraltare ad una prigionia dorata da cui la libertà costringeva a affacciarsi alla prigionia della vita reale...
della privazione degli affetti, del doversela cavare, dell'invecchiamento...
finisce il sogno di una vita da fiaba, finisce il sogno che il film regala, ma rimane come un'odore leggero nella stanza, un profumo di incenso sottile, l'ultimo pensiero della donna che ha raccontato della donna che ha raccontato di se stessa...
e come a volere trattenere un messaggio di cui mi potrei vestire, lo fermo nelle parole, in frasi che si perdono nell'irrealtà virtuale...
"Le due compagne di uno stesso destino si stavano separando per sempre e la giovane donna chiese alla signora: 'perché invece di darmi dei consigli, mi avete raccontato la vostra vita?' E la signora sorrise e le rispose [...]

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